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Il nome di Maroni nel simbolo della Lega

"Dopo l'accordo con il Pdl le cose sono cambiate"

Il nome di Maroni nel simbolo della Lega
10/01/2013, 14:25

Ci sarà il suo cognome nel simbolo della Lega. Ne da conferma Roberto Maroni nel corso di una conferenza stampa. Quindi al posto di “Padania”, ci sarà il cognome del nuovo leader del movimento. Maroni risponde anche alle domande sulla Lombardia e sul caso Albertini: “Da domenica gli scenari sono cambiati. Non so se Albertini rimane in Lombardia o va al Senato, ma è ininfluente, vinceremo anche se resta in Lombardia. Vorrei poi che non si dimentichi della Ferrari che mi ha promesso se vinco”. Sull’accordo fatto con il Pdl dice: “Ha messo in moto un ottimismo per la riconferma dell’alleanza in Lombardia con un volto nuovo, il mio”. Qualche giorno fa aveva proposto la candidatura di Giulio Tremonti a premier: “Tremonti mi sembra una persona che ha tutti i requisiti per fare bene il premier. Non ha mai votato la fiducia al governo Monti e questo me lo rende anche piu’ simpatico”. Poi si concede un consiglio a Silvio Berlusconi:Un consiglio a Berlusconi? Parli di cose concrete, di quello che abbiamo scritto nel programma, così si vincono le sfide, non con attacchi personali”. Non da per scontata l’entrata in coalizione del movimento Fratelli D’Italia: “Dipende da noi la decisione di fare entrare altre forze politiche sia a livello nazionale che in Lombardia. Domani c’è un incontro a Roma, per noi è preliminare la condivisione del programma”. E in particolare sulla proposta programmatica precisa: “Nessun invito alla secessione. Chiediamo solo di trattenere il 75% delle tasse sul nostro territorio. Sarebbe secessione se chiedessimo il 100%. Con la nostra proposta lasciamo un quarto delle imposte per la coesione nazionale e non è poco. Le reazioni alla nostra proposta sono state due: c'è chi dice che è impossibile attuarla e chi, invece, dice che è una proposta priva di contenuti. A loro rispondo che si può fare perchè sono soldi nostri ed è un diritto e un dovere trattenerli. Se poi ci sarà qualcuno all’interno del prossimo Governo che non vorrà, bene dovrà fare i conti con noi”. 

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di Maria Grazia Romano
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