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Le sorti del partito nelle mani di Amendola

Il PD campano ora fa quadrato: azzerare tutto


Il PD campano ora fa quadrato: azzerare tutto
14/04/2010, 11:04

Come abbiamo anticipato, il PDL esce rafforzato da queste ultime elezioni, aprendo un crepa all’interno del Partito Democratico. I Bassoliniani tengono ben salda la situazione adesso che il partito si è svuotato per la migrazione dell’area moderata all’interno dell’UDC che è stato più importante nelle amministrative che nelle Regionali per il partito di Berlusconi. La crisi c’è ed ora è arrivato il punto di fare quadrato su quelli che sono i problemi che hanno portato il Partito Democratico ad una disfatta che era già annunciata sia perché si è pagato lo scotto di una gestione del potere in questi cinque anni non proprio soddisfacente per gli elettori, sia per le lotte intestine che si sono avvicendate per contrastare il potere bassoliniano che sembra sempre più forte.

Non è bastata l’autorità e la figura pulita di Luigi Nicolais a rassicurare gli animi degli scissionisti del Partito Democratico per seppellire prima del tempo il sistema di potere messo su in dieci anni dall'ex governatore della Regione. Ci ha provato anche Vincenzo de Luca che, con le ottime referenze ottenute nella sua Salerno, non è riuscito a realizzare uno spoil-system “democratico” all’interno della coalizione di Centrosinistra nel prossimo consiglio regionale Campano. Proprio gli eletti in quota bassoliniana non hanno nascosto le loro rimostranze nell’avere il perdente Vincenzo De Luca come capo dell’opposizione in Consiglio.

Cosa bisogna fare adesso? Semplice, il segretario regionale Enzo Amendola, l’unico a rimanere ben saldo sulla sua poltrona dirigenziale, ha più di una gatta da pelare. La prima è sicuramente la nomina del capogruppo del PD in consiglio comunale senza alterare la suscettibilità del sindaco Iervolino, che deve difficilmente portare avanti il suo ultimo anno di mandato senza inciampare in uno scioglimento del Consiglio anticipato. Poi c’è la nomina del candidato a sindaco per il capoluogo campano che già delineerà le sorti del partito e l’indirizzo che la nuova dirigenza vorrà dare al Partito Democratico, attualmente capeggiato da cinque membri Bersaniani, che hanno reso il PD troppo vicino alle logiche Uliviste piuttosto che a quelle moderate.

Anche il consigliere regionale Tonino Amato è sceso in campo dall’alto della sua esperienza per dare una motivazione a questa sconfitta storica. Secondo il consigliere regionale, aver perso il comune di Pomigliano “ segna la fine di una stagione”, inoltre, ha ammesso che il PD nell’ultimo periodo è diventato troppo salottiero ed invita il giovane, ma esperto, Amendola “a ripartire dai circoli di partito, dal confronto diretto con i problemi reali dei cittadini, dal dialogo costante con le persone. Non inseguiamo un leghismo del sud che ci risulta stia nascendo negli stessi salotti che ci hanno portato alla situazione attuale. Piuttosto, ripartiamo dalle nostre radici popolari e riformiste, e finalmente superiamo le faide interne per costruire, a partire dalla guida di De Luca e Amendola, un vero Partito Democratico in Campania"

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di Livio Varriale
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