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Non hanno digerito l'appoggio alla Bonino nel Lazio

Il Pd continua a perdere pezzi, ora tocca a Carra e Lusetti


Il Pd continua a perdere pezzi, ora tocca a Carra e Lusetti
14/01/2010, 14:01

ROMA - Il Pd continua a perdere pezzi, sempre più allo sbando. Non solo non riesce a mostrarsi deciso in Parlamento contro le iniziative della maggioranza e del governo, ma adesso ad uno ad uno se ne stanno andando tutti i "notabili" del'ex Margherita. Dopo Rutelli, ecco che tocca ad Enzo Carra e Renzo Lusetti, che hanno lasciato il Pd per andare nell'Udc. Entrambi l'hanno comunicato con una lettera consegnata - come è prassi in questi casi - al Presidente della Camera (sono entrambi deputati) Gianfranco Fini; al segretario del partito che stanno lasciando, Pierluigi Bersani; al segretario del Partito che li sta per ricevere, Pierferdinando Casini; al loro ex capogruppo, Dario Franceschini. Nella lettera hanno spiegato che il loro dissenso nasce dalla decisione del Pd di appoggiare nel Lazio la candidatura di Emma Bonino come Presidente della Regione contro Renata Polverini, appoggiata dal Pdl.
In realtà, al di là delle loro belle parole, il discorso è sempre quello delle poltrone. Ormai il Pd non riesce più ad essere nulla e quindi non può garantire poltrone. Non è più un partito di sinistra, ma non è neanche un partito di centro, ormai occupato dalle posizioni ultracattoliche dell'Udc di Casini e di diversi esponenti del governo. Ha cambiato tre segretari in soli due anni di esistenza; e nessuno dei tre si è distinto in qualche maniera. Veltroni ha solo aiutato Mastella a far cadere il governo Prodi, ha appoggiato la nascita del Pdl di Berlusconi e poi ha fallito sia le elezioni del 2008 sia le regionali in Abruzzo e in Sardegna all'inizio del 2008; Franceschini ha alzato la voce un po' di più, ma non ha fatto altro; Bersani invece - politicamente parlando - è in coma profondo, non riesce a prendere una decisione che sia una, salvo tentare l'inciucio col Pdl seguendo i consigli di D'Alema. E fallendo sistematicamente.

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di Antonio Rispoli
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