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Le dichiarazioni di Calderoli, Bondi e Cicchitto

Il Pdl all'attacco di Bersani: "Sbaglia a dire no alle nostre riforme"


Il Pdl all'attacco di Bersani: 'Sbaglia a dire no alle nostre riforme'
26/04/2010, 14:04

ROMA - Nella maggioranza non hanno digerito la timidezza con cui il segretario del Pd ha reagito all'ordine perentorio contenuto nel messaggio del Presidente del Consiglio SIlvio Berlusconi, che ieri tutti i TG, a reti unificate, hanno trasmesso. Nel messaggio di ieri, Berlusconi invitatva apertamente il Pd ad appoggiare le riforme che il Pdl intende approvare, indicando quella come unica strada per salvare l'Italia. La risposta questa mattina è stata affidata ad una intervista a Repubblica, dove un Bersani molto timoroso ed incerto si limita a ribadire che intende prima vedere nero su bianco quali siano le reali proposte del partito. Atteggiamento pragmatico e normale, davanti ad un noto venditore di fumo e di illusioni quale è il Presidente del Consiglio.
Ma questa risposta non è piaciuta al Pdl, che ha subito contrattaccato. Il primo è stato il Ministro per la semplificazione, Roberto Calderoli: "Il testo che ho portato al Quirinale è la mia proposta (la tua o quella del Pdl? SArebbe interessante saperlo, visto che Berlusconi ha detto che quella proposta non conta nulla, ndr), proprio per avere qualcosa di concreto su cui lavorare. La si può correggere, siamo aperti a qualunque tipo di iniziativa, purchè si cominci al lavorare". Subito è stato seguito dal coordinatore del Pdl, Sandro Bondi: "Come può un grande partito di opposizione come il Pd, che si propone nel futuro di diventare forza di governo, respingere la possibilità di un lavoro comune sulle riforme istituzionali prima ancora di verificarne l'effettiva possibilità e ignorando in tal senso le chiare intenzioni pronunciate dal Presidente del Consiglio?Se le dichiarazioni di Bersani fossero ispirate ad una comprensibile prudenza di natura tattica, ciò sarebbe del tutto comprensibile. Se invece ci trovassimo di fronte ad una vera e propria indisponibilità a discutere delle riforme sulla base della ricerca di una condivisione tra tutte le maggiori forze politiche del Paese, allora ci troveremmo di fronte alla rinuncia da parte del Pd di esercitare un ruolo politico attivo, responsabile e positivo". Tradotto: "Dovete firmare senza fiatare qualsiasi cosa noi facciamo", come ha sempre fatto il Pd in questi ultimi 15 anni.
Ma anche Fabrizio Cicchitto è intervenuto con decisione: "Il Pd ha già dimenticato il fallimento del governo Prodi, imploso addirittura dopo solo due anni. Perché mostra di non pensare certamente al confronto sulle riforme, ma piuttosto a costruire un cosiddetto 'patto repubblicano' nuova versione del fronte popolare, aperto eventualmente a Fini".

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di Antonio Rispoli
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