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Roma. Il deputato Stracquadanio entusiasta dell'idea

Il Pdl apre le porte del Parlamento alle "puttane"


Il Pdl apre le porte del Parlamento alle 'puttane'
13/09/2010, 13:09

ROMA – Ti prostituisci per fare carriera. Nessun segreto. Un metodo antico come il mestiere più vecchio del mondo. Tra ieri e oggi c’è, però, una differenza. Prima, anche la donna più “disponibile”, faceva di tutto per nasconderlo; per evitare che si venisse a sapere. Insomma, vendere sesso in cambio di poltrone o promozioni era considerato un metodo squallido e vergognoso pure da coloro che usufruivano della natura per ottenere avanzamenti di carriera. I tempi passano e cambiano pure le mentalità. Adesso, invece, è tutto normale. Anzi, fare sesso in cambio di un seggio da parlamentare, in cambio di una poltrona da assessore provinciale o in cambio di chissà quale gratificazione professionale, è considerata cosa buona e giusta. Alla pari di chi, invece, ha puntato tutto sullo studio e sulla professionalità. 
Basta leggere le parole di Giorgio Stracquadanio, deputato del Pdl, ospite di “KlausCondicio”. “E’ assolutamente legittimo – ha spiegato il fedelissimo di Berlusconi - che per fare carriera ognuno di noi utilizzi quel che ha, l'intelligenza o la bellezza che siano. E' invece sbagliato pensare che chi e' dotato di un bel corpo sia necessariamente un cretino. Oggi la politica ha anche una dimensione pubblica. Ci si presenta anche fisicamente agli elettori. Dire il contrario e' stupido moralismo. Se anche una deputata o un deputato facessero <coming out> e ammettessero di essersi venduti per fare carriera o per un posto in lista, non sarebbe una ragione sufficiente per lasciare la Camera o il Senato. 'Ognuno ha il diritto di assecondare le virtù che la natura gli ha dato e di farne degno utilizzo in un congruo collocamento esistenziale. Sono fatti privati. Ognuno deve disporre del proprio corpo come meglio crede. Non mi interessa. Fino a quando esiste consenso non c'è violenza e se non c'è violenza non c'è problema”. Una risposta diretta alle accuse di Angela Napoli, deputata di “Futuro e libertà”, che aveva denunciato “la prostituzione di alcune colleghe in cambio di nomine politiche”.
Insomma, nessuno si stupisce più. E’ tutto legittimo, pure affidare le sorti di una nazione, di un paese, di una Regione o di una Provincia, ad una persona che non ha competenze ma viene selezionata solo perché garantisce al leader del partito oppure al potente di turno ottime prestazioni sessuali. Da oggi, quindi, per la prima volta nella storia del mondo, almeno in Italia, fare la “puttana” può essere un merito, un vanto. Ci manca solo una facoltà universitaria dove poter seguire dei corsi ed avere degli insegnamenti da chi ha già sperimentato con successo questo filone. Una sorta di "Scienze politiche della prostituzione". Ultima cosa: chi sarà il rettore? La scelta è davvero difficile. In “pole” deputate, senatrici e pure qualche ministro che, leggendo alcune intercettazioni telefoniche, hanno già iniziato a dare i primi consigli. Povera Italia.

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di Giovanni De Cicco
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