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Napoli. Lanciano la stampella al sindaco e non si vergognano

Il Pdl dopo aver salvato la Jervolino perde pure la faccia


Il Pdl dopo aver salvato la Jervolino perde pure la faccia
03/05/2010, 10:05

NAPOLI - Il sindaco Rosa Russo Jervolino salva la poltrona. Nonostante non goda del sostegno di una maggioranza consiliare riesce ugualmente a far approvare il bilancio ed evitare lo scioglimento anticipato del civico consesso. Ad uscire con le ossa rotte, quindi, non è un centrosinistra sgangherato ed arrivato a fine mandato con l’acqua alla gola, ma un centrodestra senza volto e senza identità che, durante la sessione di bilancio, è riuscito addirittura a perdere la faccia.
A dire il vero, tutti hanno capito quale era la strategia suicida del centrodestra a cominciare dalle prime battute. La seduta iniziale, infatti, è stata garantita proprio dalla presenza in aula di alcuni consiglieri di opposizione, i quali hanno sopperito all’assenza di quelli che dovevano essere gli alleati del primo cittadino. Il fatto è paradossale, l’opposizione garantisce all’amministrazione i numeri per discutere ed approvare lo strumento di programmazione economica e finanziaria elaborato dalla giunta che dovrebbero contrastare. Uno scenario “schizzofrenico”, che sfugge a qualsiasi logica politica. Durante tutta la settimana, i consiglieri del centrodestra hanno fatto quasi tenerezza in giro per il Palazzo di via Verdi, sede dell’aula consiliare, a recuperare nei corridoi i colleghi “dissidenti” del centrosinistra e tirarli in aula per rispondere all’appello. Il Popolo delle libertà e gli alleati hanno paura delle elezioni Comunali. La vittoria alla Regione non ha fatto perdere di vista ai napoletani l’analisi del risultato conseguito dagli schieramenti nei seggi del capoluogo partenopeo. Testa a testa tra Vincenzo De Luca e Stefano Caldoro. Con un particolare: in alcune zone, come i quartieri periferici di Barra, San Giovanni e Ponticelli, il candidato del centrosinistra ha superato l’attuale presidente della Regione. Ecco perché a Napoli è il centrodestra ad avere paura. Non hanno voti, non hanno classe dirigente ed avranno grande difficoltà a presentarsi davanti all’elettorato come l’alternativa al malgoverno di centrosinistra. Per un semplice motivo: l’opposizione è stata assente, il Pdl e gli alleati hanno perso la faccia perché hanno messo in pratica al Municipio un’azione politica basata sul puro consociativismo. Non a caso, la seduta dello scorso fine settimana ha rappresentato la ciliegina sulla torta. Pochi minuti, durante i quali l’opposizione ha cancellato la propria dignità. Si vota il bilancio della giunta Jervolino. C’è attesa, la partita si gioca sul filo di lana. I “mal di pancia” nella coalizione di governo rischiavano di mettere il punto alla consiliatura. Il centrodestra se ne accorge e si muove per evitare lo scioglimento. Alcuni consiglieri restano in aula. Altri, pochi secondi prima del voto, sentono l’esigenza di un caffè. Se ne vanno alla bouvette. Qualcuno si chiude in bagno. Lasciano i “reduci” del centrosinistra da soli, in modo da non creare problemi nell’approvazione dell’atto. Scappano dall’aula e si garantiscono un altro anno di consiliatura. Salvano il centrosinistra, salvano la giunta, salvano la Jervolino ma soprattutto i consiglieri di opposizione salvano la loro poltrona, il loro stipendio e mettono al sicuro altri 12 mesi di gestione da attuare a braccetto con gli avversari. Si accontentano delle briciole, se ne fregano degli interessi del paese, dei problemi, dell’assenza di un governo stabile ed autosufficiente capace di affrontare le questioni e programmare lo sviluppo futuro di Napoli. Insomma, quello approvato lo scorso venerdì è il bilancio del centrodestra varato da una giunta di centrosinistra. La fotografia più fedele del degrado politico, culturale, sociale e morale in cui è sprofondato il capoluogo partenopeo.
Nel mirino il capogruppo del Pdl, Carlo Lamura, ed il coordinatore cittadino del partito di Berlusconi, il deputato ex An Marcello Taglialatela. Com’è possibile che di fronte a questa figuraccia nessuno apra una resa dei conti nel centrodestra e ponga un serio problema legato alla questione morale e ad un affarismo trasversale? Dopo la brutta figura ed il silenzio di queste ore dei vertici del Popolo delle libertà, come farà la coalizione a presentarsi come alternativa credibile ai fallimenti collezionati dalla Jervolino? A tutti sorge un dubbio: le inchieste, gli scandali, i business consumati dalla classe di governo hanno messo in evidenza il vero volto dell’attuale centrosinistra. Una coalizione di affaristi. Si cambia schieramento. Si guarda al centrodestra ed a ciò che ha fatto in questi anni. La considerazione è altrettanto chiara: affaristi, come i cugini di centrosinistra, ma di second’ordine.

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di Giovanni De Cicco
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