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Casini: “In maggioranza, ma senza Berlusconi”. Ed è polemica

Il Pdl fa quadrato intorno al Cavaliere: "Mai senza di lui"

Mozione di sfiducia su Bondi: inizia oggi la discussione

Il Pdl fa quadrato intorno al Cavaliere: 'Mai senza di lui'
24/01/2011, 13:01

ROMA - L’idea di un governo senza Berlusconi non piace ai fedeli del presidente del Consiglio. Dopo la richiesta di dimissioni del capo del governo da parte di Gianfranco Fini, anche Pierferdinando Casini dice la sua, suggerendo sulla stessa lunghezza d’onda un cambio di premier, “dal momento che – ha precisato il numero uno dell’Udc – ci sono diverse personalità autorevoli nel Pdl che potrebbero guidare un governo senza, ma non contro, Silvio Berlusconi”. La notizia, che in questo modo vedrebbe Berlusconi sempre leader del centrodestra, ma privo della carica di presidente del Consiglio, permettendo in questo modo allo stesso di dedicarsi a chiarire la sua posizione personale dinanzi alla legge, suscita nell’immediato delle accese reazioni provenienti proprio dall’ala della maggioranza di governo. Sì al confronto con il Terzo polo, ma senza prescindere da Silvio Berlusconi premier. Il Pdl fa quadrato intorno al Cavaliere e risponde in questo modo al leader dell'Udc, che si dice disponibile a entrare nella maggioranza, soltanto se il premier facesse un passo indietro dimettendosi. Il primo a stoppare la richiesta di Casini è il presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri, che reputa “auspicabile una collaborazione ampia nell'area moderata”, ma allo stesso tempo reputa necessaria la guida, per il governo, di Berlusconi “dal momento che la sua elezione è frutto delle conferme che l'elettorato gli ha dato in tutti questi anni”. Ad usare il termine “irricevibile” è il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini. Per la titolare del dicastero di viale Trastevere “non può esistere un centrodestra senza la leadership dell’attuale presidente del Consiglio, se non nella mente di Casini”. Nessuno può dimenticare che sono i cittadini a riconoscere in Berlusconi “'unica guida” secondo il ministro dell’Istruzione. Una risposta pronta arriva anche dall'uomo del giorno, il ministro dei Beni culturali Sandro Bondi, per il quale è partita la discussione sulla mozione di sfiducia presentata ai suoi danni la scorsa settimana. Per il coordinatore nazionale del Pdl quando Casini propone un governo comunque di centrodestra, ma senza Berlusconi, “ rivela nella migliore delle ipotesi di non aver ancora ben compreso ciò che il Cavaliere rappresenta nella vita politica italiana, ciò che pensano gli elettori moderati italiani e infine ciò che il Popolo della liberta è divenuto''. La nuova settimana politica dunque, sarà una settimana decisiva per il governo Berlusconi, che oltre alle prove parlamentari deve reggere anche l'erosione tentata dal Terzo polo. Trattativa sul Federalismo fiscale , sullo sfondo il caso Ruby, con gli interrogatori a Milano e il parere morale della Cei, e, non ultima, la faccenda sulla fiducia a Bondi. Proprio il voto sul futuro del ministro dei Beni Culturali è atteso entro giovedì. Bondi potrebbe lasciare ma, secondo alcuni vorrebbe arrivare alla conta per vedere se la maggioranza alla Camera regge o meno. C'è da verificare, infatti, l'effettivo sostegno dei 21 voti garantiti dalla terza gamba della maggioranza, il Gruppo dei responsabili di Moffa.

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di Antonio Formisano
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