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Si auspica un confronto sereno maggioranza-opposizione

Il Pdl offre un "patto democratico" a Pd e Udc


Il Pdl offre un 'patto democratico' a Pd e Udc
17/12/2009, 11:12

ROMA - L'Ufficio di Presidenza del Pdl che si è tenuto ieri sera - senza la presenza fisica di Berlusconi, che comunque prima aveva dato gli ordini del caso ai tre coordinatori nazionali - ha partorito quella che è stata annunciata come una grande novità: un patto democratico che unisca il partito di Berlusconi a Pd e Udc per concordare sulle prossime riforme: in primis la giustizia e la forma di governo, naturalmente. "Sul possibile nuovo clima di confronto - dice la nota finale - vanno apprezzati alcuni segnali di apertura dell'opposizione a partire dalle dichiarazioni dei due leader di Udc e Pd, Pier Ferdinando Casini e Pier Luigi Bersani, sulla scorta dell'auspicio autorevole del presidente della Repubblica".
Nella nota poi si condanna l'aggressione di domenica scorsa, accusando però la "campagna di odio senza precedenti" i cui responsabili vengono visti nel quotidiano La Repubblica, in Annozero, Santoro, Travaglio, ecc.; una campagna di odio nata sulla base di "accuse infamanti tese ad infangare la storia di un uomo, di un partito, di una vicenda politica" (chiaro riferimento ai tanti processi nelle cui sentenze di terzo grado vene stabilità la responsabilità penale del Presidente del Consiglio)
Ora si tratterà di vedere il livello di stupidità politica della cosiddetta opposizione. Infatti appare chiaro anche ad un cieco, che questa è solo una manovra per isolare l'Idv dalla scena politica, allettando gli altri due partiti con una proposta che Berlusconi cancellerà la prima volta che le opposizioni chiederanno di discutere i principi dei provvedimenti. "Timeo Danaos et dona ferentes (Temo i greci e i doni che portano, ndt)" dice Virgilio; figuriamoci quando non portano doni, ma solo promesse. Inoltre è significativo quell'accenno a giustizia e forma di governo: si tratta di due leggi costituzionali che Berlusconi vuole fare approvare per asservire la magistratura al governo e aumentare a dismisura i poteri del Presidente del Consiglio con un premierato forte, come quello approvato dal Parlamento nel 2005. Ma come allora, anche oggi un tale provvedimento difficilmente supererebbe la prova del referendum; e quindi si cerca la cooptazione dei due partiti che, pur non essendo al governo, non hanno mai fatto vera opposizione.

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di Antonio Rispoli
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