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Il Pdl sempre più allergico alla democrazia


Il Pdl sempre più allergico alla democrazia
01/07/2011, 16:07

Oggi si è svolta l'assemblea nazionale del Pdl che ha votato per acclamazione il cambio di statuto e la nomina di Angelino Alfano a segretario nazionale del partito.
Resta però il solito fatto, che è stato sintetizzato dal segretario del Pd Pierluigi Bersani ottimamente in una frase: "Ma è il segretario del Pdl o il segretario del Presidente?". Perchè anche in questo caso, il partito di maggioranza relativa (ed ovviamente anche il suo Presidente) ha dimostrato tutta la propria allergia a qualsiasi concetto di democrazia. Non c'è stata alcuna discussione, alcuna persentazione di candidature alternative... nulla. Alfano era stato nominato dal premier Silvio Berlusconi alcune settimane fa, senza consultare nessuno. Così come senza consultare nessuno era stato deciso di cambiare lo statuto del partito per creare questa nuova figura. Non c'è stata alcuna votazione, ma solo una "acclamazione" (magari con qualcuno che sotto il palco aveva alzato il cartello "APPLAUSI"?). Stando così le cose, qualcuno può dire che è stata una elezione democratica?
E non è un peccato solo del Pdl, Forza Italia è stata la stessa cosa. Forza Italia è stato l'unico partito del dopoguerra che non ha fatto una sola elezione per le proprie cariche. Coloro che vi si sono alternati, l'hanno fatto semplicemente perchè nominati da Berlusconi. E si tratta di un partito che è durato ben 14 anni, non sono mica pochi. Tuttavia è un partito che è nato in Tv, con un messaggio su videocassetta mandato a tutti i TG ed è morto sul predellino di una vettura in piazza San Babila a Milano, quando Berlusconi annunciò che sarebbe stato fondato il Pdl. In mezzo, mai una elezione, un congresso vero, una qualche forma di discussione interna. Tutti rigidi, compatti, obbedienti, ossequiosi, piegati a 90 davanti a Silvio Berlusconi. E quando qualcuno ha osato dire di no, gli si sono scatenati contro non solo i parlamentari, ma anche e soprattutto giornali e Tv controllate da Berlusconi. E' stato così per Pierferdinando Casini nel 2008; ed è stato lo stesso per Gianfranco Fini nel 2010.
Ma purtroppo anche questo è normale, visto che il partito è fatto ad immagine e somiglianza del suo presidente. E si sa che Berlusconi è una persona che non accetta il contraddittorio, non ammette la scelta democratica. E' il tipo che - per mentalità ed abitudine - è abituato a decidere lui, cedendo dove non può fare altro, ma cercando di vendicarsi alla prima occasione. Per il resto, si circonda di yes-man, di persone che gli mostrano fedeltà e lo assecondano. Insomma, di persone moralmente mediocri, ma che non mettono mai in discussione quello che lui fa.
Solo che questa descrizione fa venire in mente una domanda immediatamente: che cosa ci fa una persona del genere alla guida di una nazione democratica? E soprattutto, come si può permettere che una persona del genere sia candidabile? Purtroppo, questa è una amara dimostrazione che i nostri Padri fondatori, quando redassero la Costituzione pensarono a tutto, ma trascurarono che razza di persona è l'italiano medio. Come ha detto giustamente Marco Travaglio, la Costituzione sta addosso agli italiani come uno smoking addosso ad un maiale.

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di Antonio Rispoli
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