Politica / Parlamento

Commenta Stampa

Per Brunetta ed Alemanno si tratta di ricatto politico

Il Pdl si scaglia contro il partito del Sud


Il Pdl si scaglia contro il partito del Sud
26/07/2009, 16:07

Rischia di trasformarsi in una devastante battaglia tra scissionisti la nuova e delicatissima questione meridionale esplosa nel paese e trasferitasi direttamente tra le fila del Pdl. Da una lato c'è la lega xenofoba e dichiaratamente anti-merdionale di Bossi & Co. e dall'altro, ci sono i movimenti autonomisti di Raffaele Lombardo e Gianfranco Miccichè. Prima l'Mpa, ora questo partito parallelo chiamato "Partito del Sud" che, come un fantasma dalle rumorose catene, cagiona notti insonni ai rappresentati del Pdl.
La vicenda, che assume giornalmente toni più preoccupanti per la coalizione Berlusconiana, pare la classica dimostrazione che, l'odio e la discriminazione (della politica leghista), non portano che nefaste conseguenze per tutti. Contro il Partito del Sud a dire il vero non si scagliano solo i rappresentati del carroccio e, anzi, anche il sempre sprucido Brunetta e il fascista pentito Alemanno si dichiarano assolutamente contrari alle idee "rivoluzionarie" di chi vuol dividere il Pdl; fondando una coalizione che, per spirito ed intenti, sarebbe simmetrica ed opposta a quella leghista (quindi, ragionando per assurdo, sacrosanta e contobilanciante per il governo).

Se da un certo punto di vista le affermazionii di Brunetta sono  giuste: "Dico no al partito del Sud, se la sua missione deve essere quella di ricattare il resto della politica, per avere più risorse e spenderle male", dall'altro non si può non notare come il ministro cada in clamorosa contraddizione quando dice che è:"Inutile o sterile fare del facile campanilismo o peggio farsi prendere dalla facile retorica sui luoghi comuni del Mezzogiorno". 
Non è forse un "luogo comune", infatti, la storia che vede nel taglio di fondi verso il sud la magica ed inevitabile salvezza dello stesso? Non è forse un luogo comune l'intero programma di gestione leghista che prevede una lenta ma inesorabile umiliazione del meridione? Non è un odioso e ridicolo luogo comune quello che racconta di un nord mega-avanzato e perfettissimo costretto a fare da locomotiva per il disutile ed altrimenti immobile sud?
La mossa più saggia, giusta e coraggiosa che questo ed ogni altro governo avrebbero dovuto fare non è certo quella di tagliare i fondi per il mezzogiorno ma, piuttosto, quello di tagliare le teste ai vari capi-mafia, ai politici corrotti e alla pessima gestione della cosa pubblica. Se un auto meravigliosa consuma troppo perchè il motore è guasto cosa si fa? Si mette ancora meno benzina così che l'auto si fermi definitivamente o si cerca di cambiare il motore? Come sempre, in questo ridicolo paese retto da lestofanti ed ipocriti, si decide sempre di far finta di risolvere i problemi e si toglie ai poveri quel poco che hanno. Il taglio fondi imposto ad amministrazioni regionali e comunali ed Università chi credete che andrà a colpire? I mafiosi? I ricchi e corrottisimi politici del sud? I facceddieri vari? Ovvio che no. A pagare saranno sempre gli stessi: studenti, impiegati; cittadini onesti.

Commenta Stampa
di Germano Milite
Riproduzione riservata ©