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Il peso dell'Italia nella politica europea? Meno di una piuma


Il peso dell'Italia nella politica europea? Meno di una piuma
18/10/2010, 20:10

Sono state prese le decisioni a livello europeo, per modificare il patto di stabilità europeo. Di fronte c'erano due proposte: da una parte l'idea tedesca di un sistema di sanzioni pesante ed automatiche (inizialmente aveva proposto un taglio di un ventesimo della parte eccedente il 60% del rapporto debito pubblico/Pil; in altre parole, l'Italia avrebbe dovuto creare ogni anno un avanzo di bilancio pari al 3% del Pil, cioè 40 miliardi di euro); dall'altra l'Italia e la Slovenia, che proponevano un ammorbidimento dell'attuale sistema. L'Italia in particolare insiste per far inserire, nel calcolo del debito pubblico, il cosiddetto "risparmio privato", che una volta era elevato ma che oggi conterebbe poco anche per l'Italia. Ma poichè sono oltre 10 anni che Berlusconi lo propone, continua a farlo.
In base a quanto è stato deciso finora, il progetto tedesco è stato accettato, anche se in maniera attenuata, dato che la Francia ha chiesto ed ottenuto la non automaticità delle sanzioni - in modo da non cancellare il potere decisionare dell'Eurofin, cioè della riunione dei Ministri delle Finanze dei Paesi europei - e la possibilità di variare le sanzioni a seconda del Paese e dello sforamento. L'ipotesi italiana è sparita dalla discussione. Naturalmente alla conferenza stampa Tremonti è andato a vantarsi che lui ha contato nella discussione e cose del genere, ma questo è stato l'ultimo esempio di una lunga serie. Anche poche settimane fa c'era stato un altro episodio, ancora più significativo: l'attribuzione delle ambasciate europee nel mondo. C'erano 38 sedi possibili. E a noi cosa è toccato? L'Albania e l'Uganda. Per carità, massimo rispetto per questi due Paesi, ma rispetto alla Germania che ha avuto quella in Cina o rispetto al Portogallo che ha avuto quella negli Usa, quanto contano quelle che ha avuto l'Italia? E si può continuare.
Rispetto a questi fatti, appaiono ridicole le parole del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi che al Senato si è vantato di aver risolto la crisi georgiana, salvando il Presidente della Georgia dalla morte (prontamente smentito dallo stesso Presidente, che è caduto dalle nuvole); si è vantato di aver posto fine alla guerra fredda nel 2002 a Pratica di Mare (e il periodo dal 1990 al 2002, lo buttiamo nella spazzatura?); di aver costretto il presidente russo Medvedev e il presidete americano Obama a risolvere la crisi dei missili in Polonia prima di andare al G8 di L'Aquila, nel 2009 (che si è svolto a giugno, mentre la decisione di smantellare i missili è stata presa a fine luglio). Ci manca solo che dica di essere stato lui a far firmare la pace del 1945 tra Usa e Giappone...

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di Antonio Rispoli
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