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Il petrolio vallo di diano finisce in parlamento


Il petrolio vallo di diano finisce in parlamento
02/03/2012, 14:03

La richiesta di Shell Italia di procedere alla ricerca di idrocarburi in 8 dei 14 comuni del Vallo di Diano (SA) approda nel Parlamento Italiano. Merito dell'iniziativa dei senatori Roberto DELLA SETA e Francesco FERRANTE, non rimasti sordi all'accorato appello di questo comitato.

I due parlamentari hanno presentato una dettagliata e documentata interrogazione al ministro dell'Ambiente Corrado CLINI. Al suo interno i motivi di allarme sociale per gli oltre 70mila residenti: le insuperabili problematiche ambientali di un territorio compreso tra due parchi nazionali (Vallo di Diano, Cilento e Alburni + Appennino Lucano) ampiamente tutelato dall'UE come Siti di Interesse Comunitario (Sic) e Zona a Protezione Speciale (Zps).

Il comitato “No al petrolio” nel Vallo di Diano ribadisce l'impossibilità anche della sola ricerca di idrocarburi, operazione notoriamente invasiva ed inquinate. I 211 km quadrati oggetto della richiesta di ricerca da parte di Shell Italia ricadono in area altamente antropizzata, soggetta a massimo rischio sismico (S12) naturalmente vocata all'agricoltura ed all'accoglienza, sede di siti Unesco quali la Certosa di San Lorenzo a Padula.

Riportando le parole del geologo Franco Ortolani, ordinario di Geologia e capo del dipartimento di Scienze dei Territori e dell'Ambiente presso l'Università Federico II di Napoli, “Probabilmente sarebbe la prima volta al mondo che un pozzo petrolifero venisse impiantato in un territorio abitato, col massimo rischio sismico, interamente caratterizzato dal fenomeno del Carsismo e ricco di riserve idriche nel sottosuolo di importanza strategica”.

L'iniziativa dei due senatori EcoDem è linfa per questo Comitato che si batterà, insieme alle forze sane e fattive del territorio, per respingere una proposta che mina nelle fondamenta le prospettive di sviluppo sostenibile da decenni intraprese.

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di Redazione
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