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Il Ponte dei Misteri e le Bugie del Governo


Il Ponte dei Misteri e le Bugie del Governo
21/10/2009, 10:10

 

IL PONTE DEI MISTERI.

Giovanni De Falco, direttore Ires Campania.



 

La prima pietra della costruzione del Ponte sullo stretto pare proprio una presa in giro colossale, si tratta dello spostamento di un binario che collega Cannitello a Villa San Giovanni, opera prevista (dal 2006), indipendentemente dal Ponte. Una farsa.

Ma tutto sembra cospirare a favore di quei “comunisti” schierati contro il Ponte a cominciare dal volume del traffico da e per Messina e da e per Reggio Calabria.

Il progetto (di massima) del Ponte è del 2002 e fonda le sue motivazioni sul previsto aumento del traffico tra le due sponde. Mai previsione fu così errata, dai dati dell’Autorità Portuale rileviamo che negli ultimi otto anni il traffico dei camion è diminuito per il 7%, quello passeggeri del 20%, quello delle auto del 30%. Anche i dati del traffico ferroviario sono negativi: -33% di treni passeggeri e -11% di treni merci.

Sarà allora utilizzato dai pendolari? Neanche per sogno. Chi volesse sostituire il collegamento marittimo con l’auto dovrebbe affrontare un percorso di non meno di 50 Km di strada. Da Messina bisogna prima uscire dalla città (tra 4 e 5 km) prendere la nuova tangenziale (circa 15 km) portarsi in quota per l’attraversamento (circa 5 Km) attraversare il ponte (3,3 km) ridiscendere verso l’autostrada (altri 5 km) immettersi sull’Autostrada Salerno – Reggio Calabria (altri 16-17 km) per arrivare finalmente a Reggio Calabria, mettiamoci l’usura auto, il carburante ed il costo per l’attraversamento e il gioco è fatto… l’80% dei pendolari dice no!

Veniamo ora ai costi. Il Governo afferma che il Ponte costerà complessivamente circa 6,1 miliardi di euro, 2,5 miliardi saranno a carico della Società Ponte di Messina e 3,5 miliardi saranno raccolti dal mercato finanziario (privati) attraverso il Project financing (i ricavi dalle tariffe per il passaggio). E lo Stato? Per ammissione del Governo non metterà un centesimo. Non è vero.

Il contratto con la Società Ponte di Messina prevede che, a scadenza della concessione (30 anni), lo Stato si impegna a restituire fino al 50% del valore dell’opera.

Torniamo ai costi. Rispetto a quanto previsto e comunicato ci troviamo di fronte ad un salto nel buio, altro che sei miliardi di euro.

Il Governo prevede di impiegare 40.000 operai, se calcoliamo uno stipendio medio di € 1.000,00 con 13a e 14a con un carico di 31% di contributi arriviamo ad uno stipendio medio annuo pari ad € 18.340,00 che moltiplicati per 40.000 fa 733,6 milioni di euro per ogni anno di cantiere e si prevedono 6,5 anni di lavori, ciò significa che il costo totale della manodopera sarebbe pari a circa 4,768 miliardi di euro.

Resterebbero 1,332 miliardi di euro per acquistare cemento ed acciaio (la bellezza di 344.500 tonnellate). I conti, ovviamente, sono del 2002 e da allora ad oggi l’acciaio ha avuto una grande impennata dei costi e, in più, consideriamo sempre che ci troviamo di fronte ad un progetto di massima e non di un esecutivo. Resta dunque un mistero l’operazione finanziaria Ponte di Messina.

Ma realizzare una “Grande opera” significa arricchire il Paese? Neanche per sogno, e gli esempi sono già conosciuti: il Golden Gate Bridge di San Francisco (USA) registra una perdita netta di 30 milioni di dollari l’anno, il nuovo ponte di Malmoe che collega la Svezia con la Danimarca perde un terzo sui ricavi previsti e gli Stati rimettono i capitali. Un’opera come questa potrebbe diventare remunerativa soltanto in un Paese che registri un aumento medio annuo del Pil pari al 3%, attualmente il nostro viaggia sul -2,6%.

Navigando nella rete, poi, possiamo fare una visitina al sito www.pontedimessina.it, tutte le immagini presentate del “prima” e “dopo” sono imbarazzanti, a fronte di un dichiarato basso impatto ambientale il paesaggio è completamente sconvolto. Ma ciò che è più simpatico è il viaggio nella pagina dei link tematici, ve ne sono tre il primo collega al sito istituzionale della Società Stretto di Messina che, però, risulta in manutenzione/rifacimento; il secondo link dovrebbe trasferirvi sul sito del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e, invece, vi conduce ad una pagina bianca con l’avviso “Not Found - The requested URL was not found on this server”, in poche parole il sito è introvabile.

Fin qui tutto normale, sono cose che capitano. Ma la cosa più divertente deve ancora venire. Cliccate sul link “Il progetto del ponte nell'attività del Governo” sarete dirottati al sito “www.governo.it/governoinforma/dossier/ponte_stretto/index.html”.

Cosa vi aspettate di trovare? Informazioni? Immagini? Documenti? Niente di tutto questo vi ritroverete in una pagina che così recita:

Governo Italiano. Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Se il documento che state cercando è precedente all'8 maggio 2008 vi invitiamo a cercarlo nell'area "Siti archeologici" di Governo.it”.

Occupandomi da sempre di problemi di economia e società, più croce che delizia di questi tempi, per una volta ho finalmente riso di cuore.


 

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di Raffaele Pirozzi
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