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Il parere contrario di Pd e Idv sulla proposta di Berlusconi

Il premier apre a Bersani. Le opposizioni: “Fuori tempo”

Storace: “Silvio gioca una partita intelligente”

Il premier apre a Bersani. Le opposizioni: “Fuori tempo”
31/01/2011, 15:01

ROMA - Provare il tutto per tutto. Questo l’obiettivo del presidente del Consiglio che, in un intervento sul ‘Corriere della Sera’ apre al segretario del Partito Democratico Pierluigi Bersani. “Al fine di realizzare le riforme, necessarie alla crescita del Paese” assicura il premier. La proposta però ottiene una risposta negativa tanto dal Partito Democratico stesso, quanto da tutte le opposizioni: il coro unanime è “Tempo scaduto”. Abbiamo chiesto il parere a  diversi onorevoli dell’opposizione e non, su quella che è la pseudo operazione di apertura del premier.

Il presidente del Consiglio apre al Partito Democratico e propone un piano bipartisan con le opposizioni per la crescita del Paese. La sua risposta? E soprattutto, un suo commento sul fatto che il premier si ricordi solo ora, escludendo prima tale ipotesi, di un piano allargato che coinvolga maggioranza e opposizione?

Onorevole Tino Iannuzzi (Pd). L’Italia ha bisogno di voltare pagina e per fare questo è necessario che termini la guida di Silvio Berlusconi. Ciò di cui il nostro Paese ha bisogno è un governo, e quindi una maggioranza, di tipo repubblicano e costituzionale. Per affrontare questa nuova fase noi del Partito Democratico e tutte le opposizioni dovremmo avere il coraggio e la forza di realizzare questa alleanza allargata. Proprio per porre fine alla pagina di Berlusconi. Il Pd ovviamente è contrario all’ipotesi indicata dal presidente del Consiglio di una collaborazione bipartisan. A maggior ragione dal momento che è palese che il premier si ricordi solo ora di “aprire”, perchè si rende conto che oramai i margini sono esauriti e che il terreno comincia a franargli sotto i piedi. Solo ora si ricorda di fare proposte del genere, a mio avviso irricevibili, quando fino a un giorno fa si è pronunciato in termini vergognosi ed offensivi nei confronti del Partito Democratico stesso e delle altre opposizioni.

Senatore Felice Belisario (Idv). Dopo aver fatto poco e nulla per il Paese, solo adesso, che è sull’orlo del precipizio, il premier chiede all’opposizione (che ha sempre bistrattato, definendola comunista ed eversiva), di poter governare sui grandi problemi dell’Italia, con un piano comune e condiviso. Va da sé che ormai il presidente del Consiglio è un uomo senza più barlume di sobrietà. La proposta arriva solo ora, perché evidentemente Berlusconi si rende conto solo ora che già al suo interno lo hanno fatto fuori. Per questo prova in extrema ratio l’allargamento all’opposizione, a mio avviso, in un disperato tentativo di conservare la poltrona.

Sulla stessa linea anche l’onorevole Silvana Mura (Idv): La proposta di Berlusconi non solo giunge tardivamente, ma rappresenta anche in modo abbastanza palese il tentativo di sviare l’attenzione dalla gravità delle sue attività extra politiche. Non è il momento di rifarsi al famoso ritornello napoletano “Chi ha avuto, ha avuto… Chi ha dato, ha dato… Dimentichiamoci il passato”. Il premier deve rispondere delle sue attività e delle sue responsabilità. E può farlo solo dimettendosi, lasciando libero il Paese di crescere: questo sarebbe un gesto di responsabilità. La proposta di allargamento arriva solo ora, perché il premier ha capito di essere ostacolato al suo stesso interno.

Onorevole Francesco Storace (La Destra). Il presidente del Consiglio in questo modo sta giocando una partita intelligente. Se c’è realmente un problema di crescita, l’idea di mettere attorno allo stesso tavolo le forze politiche, per capire chi vuole contribuire alla ripresa del Paese, è un’idea positiva. Poi se la sinistra risponde in modo così sgraziato è un problema della sinistra stessa. La proposta arriva soltanto ora perché prima evidentemente c’era una maggioranza più salda. Berlusconi è la “stella polare” e deve continuare a governare: allora visto che c’è stata una scissione immotivata, si prova a vedere, a questo punto, se sono possibili intese, allargando lo spettro dei consensi. Non credo sia una cosa così temeraria.

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di Antonio Formisano
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