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Fischi, urla e suoni di tamburo per il Cavaliere

Il premier contestato a Torino: “Fuori la mafia dallo Stato”

La replica: “Io? Ma se ho mandato a casa 7 mila mafiosi?”

Il premier contestato a Torino: “Fuori la mafia dallo Stato”
21/03/2011, 20:03

TORINO – Sono centinaia i manifestanti che a Torino sono riusciti a raggiungere l’hotel Principi di Piemonte per manifestare contro Silvio Berlusconi. Urla e slogan hanno accolto il premier, giunto nella città torinese per presentare la candidatura ufficiale di Michele Coppola, candidato sindaco del Pdl a Torino contro Piero Fassino. La folla, assiepata contro il blocco formato dagli agenti in tenuta antisommossa e camionette della polizia, ha urlato, fischiato e suonato tamburi, scandendo il ritmo degli slogan contro Berlusconi: “Vergogna Vergogna”, “Arrestalo”, “Fuori la mafia dallo Stato” e “Dimissioni Dimissioni”. La protesta è sfociata poi in lanci di oggetti e fumogeni che hanno creato momenti di tensione. Immediata la replica dello stesso premier che, in riferimento all’accaduto, ha parlato di “negazione della realtà”. “Al mio arrivo – ha dichiarato Silvio Berlusconi – sono stato accolto da un manipolo di baldi giovani che mi hanno dato del “mafioso”. “Negazione della realtà – è questa la conclusione di Berlusconi – perché sono un capo del governo, che in meno di 3 anni ha catturato quasi 7 mila mafiosi”. In piazza sono stati lanciati anche slogan contro l’intervento militare in Libia: alcuni manifestanti hanno mostrato la Costituzione, altri striscioni che recitavano “L’Italia non è una Repubblica fondata sulla prostituzione”. A un certo punto i dimostranti hanno intonato a più riprese l’inno di Mameli, assurto in questi giorni anche a simbolo della protesta da parte di un’Italia che si riconosce nel presidente Napolitano e non nel capo del governo.

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di Antonio Formisano
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