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"Dobbiamo far marciare la candidatura di Roma 2024"

Il premier Letta a Sochi: "Difenderò diritti dei gay"


Il premier Letta a Sochi: 'Difenderò diritti dei gay'
03/02/2014, 15:50

ROMA - "A Sochi ribadirò la contrarietà dell'Italia a qualunque normativa discriminatoria nei confronti dei gay, nello sport e fuori dallo sport". Queste le parole del premier Enrico Letta il giorno dopo l'annuncio ufficiale della sua partecipazione alla cerimonia inaugurale delle Olimpiadi invernali. La deicisione di essere presente a Sochi è stata presa insieme al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, al ministro dello sport e alla presidenza del Coni "per far marciare la candidatura di Roma per le olimpiadi del 2024 in cui crediamo molto è un dovere essere a Sochi".

Le critiche più aspre erano arrivate dalle associazioni gay: "Letta non vada a Sochi e incontri invece il giovane gay russo che ha fatto richiesta di asilo nel nostro Paese", la richiesta di Fabrizio Marrazzo, portavoce di Gay Center. Durissimo il presidente di Equality Italia, Aurelio Mancuso: "Il nostro Paese, si renderà silenziosamente complice di un evento organizzato puramente per fare da vetrina al potere liberticida, xenofobo e omofobo del presidente russo".

Anche la politica è scesa in campo contro questa decisione di letta. Le sono arrivate anche da alcuni renziani: "Ci auguriamo che il premier Letta ci ripensi. I principali leader europei non andranno all'inaugurazione delle Olimpiadi di Sochi, incomprensibile che l'Italia partecipi al massimo livello. Non si contrasta certo così la politica discriminatoria nei confronti di gay e minoranze perpetuata da Putin", dicono i senatori del Pd Isabella De Monte, Nadia Ginetti, Mario Morgoni, Claudio Moscardelli e Francesco Scalia.

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di Elisa Manacorda
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