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Giovedì giornata cruciale per le sorti del governo

Il premier tra giustizia, federalismo e… ‘volemose bene’

Sul federalismo voto in Aula dopodomani. Si volta pagina?

Il premier tra giustizia, federalismo e… ‘volemose bene’
01/02/2011, 10:02

ROMA – Che il presidente del Consiglio sia in affanno lo si è capito. Ed è facile intravederlo con chiarezza nelle sue ultime mosse. Non solo il ‘volemose bene’ rivolto all’opposizione, giunto a sorpresa e soprattutto non accolto dalle forze del centrosinistra, ma anche il tentativo di rilanciare sull’economia può essere interpretato attraverso un duplice significato. La nota di palazzo Chigi, con la quale Silvio Berlusconi auspica, quasi promette, un “rilancio sull’economia italiana” può essere spiegata, infatti, come una manovra dal duplice obiettivo. Da un lato appare come un tentativo di mostrare i propri muscoli, per dimostrare che la maggioranza, nonostante le difficoltà che si trova a dover fronteggiare in questi giorni, continua a governare. Dall’altro invece, suona quasi come una carta da giocare in tempi di campagna elettorale. Segno, suo malgrado, che anche il premier considera il voto anticipato come l’ipotesi che via via diventa più plausibile. Ma non solo. Quasi incurante del “niet” dell’opposizione, Berlusconi ha reso noto il suo piano: promette, oltre la riforma dell’articolo 41 della Costituzione sulla libertà d’impresa, una serie di misure. Innanzitutto un non precisato piano per la defiscalizzazione nel Mezzogiorno. Non precisato perché questo passaggio apre comunque diversi punti interrogativi: si tratta delle misure genericamente previste nel piano per il Sud o di una novità? Che impatto avrà sul bilancio? Ma soprattutto, chi potrebbe escludere l’ipotesi che si tratti solo ed esclusivamente di uno strumento per ottenere l'appoggio dei deputati del Mpa e allargare la maggioranza oppure, nel peggiore dei casi, per guadagnare consensi nel Meridione? Tra i nodi da sciogliere compaiono soprattutto la giustizia e il federalismo. Il presidente del Consiglio è consapevole che è su queste due partite che si gioca il destino della legislatura. Sul federalismo fiscale il premier è sceso in campo per rassicurare Umberto Bossi. Come si suol dire ‘parenti serpenti’. A preoccupare il premier, infatti, è la sua stessa compagna di squadra: la Lega, che corre tra un’ala e l’altra del Parlamento alla ricerca di alleanze e consensi per incassare il tanto amato federalismo. Ma Berlusconi vuole garanzie dal Carroccio: il timore è che il partito di via Bellerio dopo l'approvazione della riforma possa sfilarsi. E l'intervista di Roberto Maroni al 'Corriere' non avrebbe raccolto particolare entusiasmo ad Arcore. Silvio Berlusconi, pur considerando il federalismo uno dei pilastri del programma di governo, infatti, pare non gradire più i continui diktat del Carroccio. Ma potrebbe essere la Lega a staccare la spina al governo Berlusconi? A riguardo sarà cruciale la battaglia di giovedì alla Camera dei deputati, data in cui è previsto anche il voto sulla richiesta di perquisizione nei confronti del ragioniere di Silvio Berlusconi per quanto riguarda il caso Ruby. Il premier ha già avvisato i suoi: tutti in Aula giovedì per il voto sulla richiesta di perquisizione degli uffici del tesoriere Spinelli, non è ammessa alcuna assenza. Il premier in ogni caso lavora per rilanciare l'azione riformatrice e di allargamento della maggioranza, ma, la realtà dei fatti sembra testimoniarlo, inizia anche a valutare l’ipotesi fino a poche ore fa scongiurata: quella del voto anticipato.

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di Antonio Formisano
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