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Il primo (e ultimo?) inciampo del governo Monti


Il primo (e ultimo?) inciampo del governo Monti
03/12/2011, 15:12

E così appare chiarita la manovra finanziaria del governo Monti. Una manovra fortemente depressiva ed iniqua, che ci costera da 0,3 a 0,5 punti di Pil all'anno per il 2012 e il 2013. Questo significa che al 2012 in recessione previsto dall'Ocse, seguirà un 2013 dove non ci sarà alcuna ripresa: se andrà bene, avremo una crescita zero. Eppure l'Europa era stata chiara: per prima cosa bisogna pensare alla crescita. Oh, certo, se si vuole pensare che regalare soldi agli imprenditori riducendo loro l'Irap serva a qualcosa, significa essere molto ingenui o molto idioti.
Invece vengono massacrati operai ed impiegati: aumento dell'Irpef, aumento dell'Iva, rinvio delle pensioni, aumento dei ticket ospedalieri e così via. Tutte misure che non otterranno altro risultato che ridurre i consumi di tutte quelle persone appartenenti al ceto medio. Per i ricchi c'è ben poco: la tassa di stazionamento per gli yacht è uno di quei rari esempi di buone idee, a condizione che venga limitata solo per i natanti al di sopra di certe lunghezze: un gommone o un gozzo di 7-10 metri è anche alla portata di una famiglia dove magari ci sono due impiegati di alto livello, e non è certo il caso di tassarli in maniera pesante.
Il problema è: una simile manovra verrà approvata? In questi giorni Monti sta incontrando tutti i principali partiti. L'Udc ha già detto che voterà questa manovra ("offrendo la sua solidarietà a Monti". Come ho letto su Facebook: ma perchè? Il culo è suo?). Ma che faranno il Pd e il Pdl? La Lega ha già detto chiaro ed esplicito il suo no. L'Idv anche, salvo ripensamenti dell'ultimo istante. A questo punto quindi Pd e Pdl - insieme al Terzo Polo - dovranno assumersi in pieno la responsabilità politica di questa manovra; altrimenti - molto semplicemente - non ci sarà alcuna manovra.
Ma se il Pd alla fine sosterrà la manovra - sia pure con molti malumori - è da vedere se il Pdl farà lo stesso. Conoscendo la loro ambiguità, è facile immaginare che invece ricorreranno all'astensionismo: il quorum scenderebbe tanto da permettere a Pd ed Udc di approvare la legge e loro si terrebbero le mani libere per dire, alla prossima campagna elettorale, che loro le tasse non le hanno mai messe.
Una situazione che rende sempre più difficile immaginare altri 16 mesi di governo Monti (fino a marzo 2013). Nei giorni scorsi mi è capitato di scambiare qualche parola su Facebook con il senatore Stefano Ceccanti, del Pd. E lui, parlando con me ed altre persone, si è mostrato sicuro che il governo arriverà al 2013; in caso contrario, l'Italia rischia il fallimento. Ora, tralasciamo il fatto che se il governo Monti farà manovre depressive per la nostra economia come quella in via di presentazione, nel 2013 saremo ridotti come la Grecia, Resta il punto che non ci sono garanzie sul fatto che questo governo - che piaccia o meno dipende esclusivamente dalla coesistenza di Pd e Pdl - possa durare. La frase attribuita a Silvio Berlusconi - "Possiamo staccare la spina quando vogliamo" - è assolutamente vera, nella sostanza, anche se non è mai stata pronunciata, come asserito dall'ex premier. Quindi è tutto poggiato sulla responsabilità del Pdl. Il quale però è già entrato in campagna elettorale (non che ne sia mai uscito) come dimostrano le dichiarazioni rese negli ultimi giorni da Berlusconi, da Alfano e La Russa. Difficile pensare ad una campagna elettorale lunga 16 mesi; il rischio è arrivare con la lingua lunga. Il Pdl (quando si chiamava Forza Italia) fece lo stesso tra il 1995 e l'inizio del 1996; il risultato fu la vittoria di Romano Prodi. Con tutti i difetti che hanno, è indubbio che nel Pdl non sono degli idioti, da rifare lo stesso errore.
Le conseguenze di questo ragionamento sono immediate: occhio ai comportamenti del partito dell'ex premier. Stanno tenendo i piedi in due staffe, pronti a scegliere quella più conveniente. E più conveniente per loro non è detto che significhi più conveniente per l'intero Paese.

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di Antonio Rispoli
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