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Le promesse della campagna elettorale,la dura realtà odierna

Il primo errore madornale di De Magistris

Come e perchè il neo-sindaco ha sbagliato

Il primo errore madornale di De Magistris
21/06/2011, 23:06

Premessa: chi vi scrive si augura non solo che Luigi De Magistris faccia bene ma che riesca a preparare un autentico miracolo napoletano. Premessa integrativa: nella nuova emergenza rifiuti, il meno responsabile di tutti, è proprio il sindaco neo-eletto. Come noto oramai anche alle panchine, difatti, il ciclo dei rifiuti s'intreccia in una perversa maglia di competenze (ed incompetenze) distribuite con logiche clientelari e filo-camorristiche tra Regione, Provincia e Comune. Ergo, se le strade di Napoli straripano nuovamente di “monnezza” (termine oramai utilizzato da tutti per indicare specificatamente e razzisticamente il rifiuto made in Naples), di sicuro gli ultimi a poter parlare e recriminare sono i signori del Pdl.
Detto ciò per evitare la consueta tiritera nella quale si cade ogni volta che si osa muovere un timida critica ad un alfiere antiberlusconiano, ci sono comunque alcune considerazioni lucide ed oneste che vanno fatte su questi primi giorni da primo cittadino partenopeo dell'ex magistrato. Partiamo da Caivano: la prima città che sbarra le porte a De Magistris è guidata dal centrosinistra. Almeno in tal senso, quindi, non si può parlare di boicottaggio diretto e dispetto politico by Silvio Berlusconi. Anche Acerra, stanca di dover fare da pattumiera campana insieme ad altre “fortunate” città dell'interland casertano e napoletano, pare si stia preparando a dire di no alla spazzatura proveniente dal capoluogo (e anche in questo caso l'amministrazione non è targata Pdl). Ma al di la dell'ardita promessa (condita da un significativo “se si lavora bene”) di Napoli ripulita in soli 5 giorni, cosa ha sbagliato in questi primi passi il neo-sindaco? L'errore madornale più eclatante dell'ex giudice si chiama “spocchia ingiustificata” e deriva da quella adolescenziale spavalderia che si fonda su un'autopercezione esagerata piuttosto che su reali azioni eclatanti compiute. In altri termini: De Magistris, data la situazione a dir poco incandescente e l'apocalittico incrocio burocratico-politico-camorristico esistente nella gestione dei rifiuti da oltre 30 anni, avrebbe probabilmente fatto meglio ad usare, almeno in questi primissimi giorni di amministrazione, un profilo basso; lavorando in sordina e non rilasciando roboanti dichiarazioni.
Anche perché, scaricare tutte le responsabilità del primo fallimento sul governo Berlusconi e sulla sempre più anticostituzionale e bugiarda Lega Nord, significa soffrire di una disonestà intellettuale tipica di quel centrosinistra che tanta antipatia automatica suscita negli elettori meno partigiani e trinariciuti. Il problema dell'immondizia, in Campania, esiste da molto prima dell'ascesa del dueo Bossi-Berlusconi e si interseca in un labirinto politicamente trasversale che vede inadempienze e collusioni distribuite abbastanza equamente tra la finta destra e la sedicente sinistra.
Anche perché, se sul serio tutto dipendesse dal governo centrale, allora non si spiegherebbe come tanti altri comuni campani piccoli e grandi (come Salerno), riescano ad assicurare fino al 75% di raccolta differenziata. De Luca è forse un alieno del tutto immune al boicottaggio berlusconiano? Resta poi ancora per nulla dissipato un dubbio già emerso durante la campagna elettorale del parlamentare europeo: le idee chiare per gestire in maniera virtuosa i rifiuti di Napoli ci sono? De Magistris ha un piano preciso ed efficace per contrastare sgambetti e dispetti dell'ultim'ora? Possibile che fosse così ingenuo e sprovveduto da non aspettarsi l'ostracismo del centrodestra e l'esasperazione dei comuni che da anni annegano nei rifiuti di Napoli? Qualcuno esorta il sindaco a pedalare dopo aver desiderato la bicicletta. Il problema, però, è che il velocipede napoletano al momento non ha nemmeno i pedali e le ruote per potersi muovere. L'ex magistrato sul serio lo sta scoprendo adesso? Insomma: se il nuovo annunciato deve appellarsi come da “tradizione” alla pesante eredità lasciata dal vecchio e proporre gli inceneritori come soluzione all'emergenza rifiuti, allora forse nella politica di De Magistris c'è qualcosa da rivedere. Dal primo cittadino si esige un po' di sanissima e sacrosanta “arroganza” ma, al contempo, occorre che questa altezzosità sia lucida e basata su solide ed incrollabili basi. Inutile sboroneggiare prima ancora di aver concluso qualcosa di eclatante.
In tal modo si espone solo il fianco a critiche che, seppur strumentali, rischiano di stroncare l'entusiasmo, impastare nuovo fango e far impantanare la già poco oliata macchina amministrativa. Del resto, nell'euforia della campagna elettorale che lo ha premiato grazie anche al sostegno di Pd e bassoliniani, quello che sembrava a molti il nuovo infallibile risolutore, si è lasciato andare ad affermazioni e promesse piuttosto ardite. Qualche esempio per i più smemorati? Napoli avrebbe raggiunto il 70-75% di differenziata entro sei mesi (quando l'inizio della raccolta è rimandato a settembre). Ancora: la città di Pulcinella avrebbe eliminato il mare di rifiuti prodotti giornalmente senza utilizzare gli inceneritori (sic!). Ora il sindaco della provvidenza “scopre” con sommo stupore che prima di vincere tutte le tappe occorre rimettere a nuovo una bici completamente scassata. Il punto è che chi si candida a primo cittadino deve conoscere le soluzioni ai problemi principali della città prima di indossare la fascia tricolore e lagnarsi per boicottaggi (presunti o reali) e per errori commessi dai predecessori. Altrimenti, la differenza tra il grande politico innovatore ed un comune cittadino pieno di belle speranze, di un po' di egocentrismo e di tante illusioni dov'è?  Concludendo, proprio perchè De Magistris si è appena insediato, appare ridicolo sia chi lo demonizza e lo boccia a priori sia chi lo idolatra e lo descrive già come martire e vittima sacrificale del centrodestra. Anche perché a chi governa Napoli non servono piagnistei, vittimismi e "scaricamenti" di barile, ma prese di responsabilità e dimostrazioni di concreta umiltà. Se lo ricordi il nuovo sindaco. Se lo ricordi anche chi già lo ama.

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di Germano Milite
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