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"Il referendum non si fa", ma è un trucco


'Il referendum non si fa', ma è un trucco
27/04/2011, 17:04

Martedì Silvio Berlusconi se l'è lasciato sfuggire: il governo ha inserito un emendamento nel decreto "omnibus" (un decreto legge dove sono contenuti gli argomenti più disparati) per spostare la discussione sul nucleare di qualche tempo, per impedire che la gente possa andare a votare sul referendum, perchè è troppo vicino l'incidente alla centrale nucleare di Fukushima. Sottintendendo: mentre tra uno o due anni gli italiani sono così coglioni e dal ricordo corto, che neanche faranno storie, mentre gliela costruiamo davanti casa.
La stessa sera, durante la trasmissione Ballarò, il deputato del Pdl Gaetano Quagliarella, affrontando il discorso sulle centrali nucleari ne ha sempre parlato al passato, come se la questione della loro costruzione non fosse più aperta. Ma in realtà non è così.
La questione è aperta e rimarrà tale, per ora. Il referendum allo stato, si fa. Perchè venga cancellato, c'è bisogno di una esplicita sentenza della Corte di Cassazione. Ma, per giusprudenza costante degli ultimi 20-30 anni, tale sentenza potrà arrivare solo se nel frattempo verrà approvata una legge che cancelli non solo la legge o la parte della legge che il referendum vuole cancellare, ma deve anche andare nel senso opposto. Cioè dovrebbe essere varata una legge che impegna lo Stato a non costruire centrali nucleari ma di rivolgersi verso le energie rinnovabili. Visto che non c'è alcuna legge in questo senso, la deduzione è logica.
Allora perchè si fanno questi discorsi sbagliati? Semplice, c'è sempre il problema del quarto referendum, quello di cui non si parla mai. Il referendum è quello sul legittimo impedimento. E' un referendum senza nessun effetto pratico, dato che la sostanza della legge è stata cancellata dalla Corte Costituzionale a gennaio. Quello che rimane è l'aspetto politico: è giusto o no che il Presidente del Consiglio si faccia leggi ad personam per evitare di essere processato e di pagare per i reati eventualmente commessi? Ed è evidente che i sondaggi dicono al premier che la risposta sarebbe negativa contro di lui; per questo vuole evitare che si possa arrivare al voto referendario.
E come ho detto in
un precedente post, è quasi assurdo che un populista abbia paura del voto popolare.

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di Antonio Rispoli
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