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Del legittimo impedimento non si parla mai

Il referendum più inutile è quello che Berlusconi non vuole


Il referendum più inutile è quello che Berlusconi non vuole
28/04/2011, 11:04

Dei referendum non se ne parla mai, c'è una censura in TV quasi totale. Ma ogni tanto sul nucleare qualcosa viene detto. Anche sulla privatizzazione dell'acqua, ogni tanto qualcosa viene detto. "L'oggetto misterioso" resta il quarto referendum, quello sul legittimo impedimento, che chiede di abrogare la legge. O meglio, quel poco che della legge è rimasto, dopo che la Corte Costituzionale a fine gennaio l'ha fatta a pezzi, per le ripetute violazioni della Carta in essa contenute. In pratica è stato cancellato il principio dell'autocertificazione che il premier faceva ai giudici sul fatto di essere impegnato al punto da non poter andare in Tribunale per 6 mesi; ed è stato cancellato il principio dell'automatismo per cui i giudici devono accettare tale autocertificazione senza poter obiettare nulla. Quindi cosa rimane? Semplicemente un elenco di situazioni dove il Tribunale deve giudicare con attenzione se concedere o meno il rinvio. E sono quelli che logicamente ci si aspetta: per esempio gli incostri istituzionali, quelli internazionali, ecc. Ma in ogni caso, la decisione finale, dice la Consulta, spetta al Tribunale stesso.
Il referendum, quindi dovrebbe cancellare ciò che rinmane, quell'elenco di cui parlavo. Ma quali saranno le conseguenze reali, in caso di vittoria del sì? Praticamente nulle: i giudici continueranno a valutare ogni singola richiesta di impedimento, ragionando sulla tempestività dell'avviso e sull'inevitabilità dell'impedimento, per stabilire se è legittimo o meno. Esattamente come facevano prima delle legge e come fanno adesso.
In teorie ci dovrebbero esere conseguenze politiche: si tratterebbe di una sconfessione del sistema di leggi ad personam che il premier si è fatto approvare da una maggioranza servile ed asservita in questi 10 anni. E quimdi, di fronte ad una sconfessione popolare così pesante, in un Paese normale un politico si dimetterebbe. Ma è inutile sperare che Berlusconi lo faccia: nel 1994 si dimise perchè era scontato il voto contrario della Lega Nord e con 240 voti alla Camera non hai la maggioranza per battere la mozione di sfiducia in via di discussione. Ma ha troppo disprezzo per le istituzioni, per prendere in considerazione questa ipotesi.
E allora a che serve il referendum sul legittimo impedimento? A nulla. Domanda successiva: e allora perchè Berlusconi non vuole che la gente voti? Beh, qui si entra nella sua patologia mentale: il premier non accetta di essere messo in discussione, lo considera alla stregua di una aggressione fisica. Poichè i sondaggi dicono che il sì stravincerebbe (se si supera il quorum, i sì ai referendum superano l'80% per tutti e quattro i quesiti) meglio zittire tutto e non farli svolgere, se possibile.

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di Antonio Rispoli
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