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Perchè sta ottenendo buoni risultati in tutto il centro-nord

Il segreto del Movimento 5 Stelle


Il segreto del Movimento 5 Stelle
21/10/2011, 19:10

La vittoria di Michele Iorio alle elezioni regionali in Molise ha fatto ritornare a galla una questione: come si colloca il Movimento 5 Stelle? E' un alleato di Berlusconi o del centrosinistra?
Pur non essendo all'interno del Movimento, ho avuto modo di conoscere più di un esponente, e mi sono reso conto di una cosa: è tutta una illusione. Sia ben chiaro che l'espressione non è e non intende essere offensiva, perchè i singoli aderenti sono persone (per lo più ragazzi sotto i 35) molto motivate e convinte. Spesso hanno anche ottime idee, ma manca un piano generale e talvolta manca un rapporto stretto tra le loro idee e la realtà. Inoltre, le soluzioni trovate sono per i problemi a livello locale, ma nessuno si è mai espresso sui problemi nazionali. Come intendono affrontare il debito pubblico? Se fossero in Parlamento, appoggerebbero o meno una patrimoniale? O preferirebbero tagliare le pensioni? Oppure ancora (giusto per proporre una idea personale) appoggerebbero una legge che mira a vendere il 90% delle auto blu che ha lo Stato per assumere ragazzi destinati a diventare poliziotti, carabinieri o finanzieri? O giudici, visto che ormai ci si avvicina sempre più al 50% degli organici, dopo i continui tagli effettuati dal governo Berlusconi? O propongono altro?
Non si sa. Ma bisogna fare attenzione, con le definizioni. Spesso li ho sentiti definire come "l'antipolitica"; e anche loro li ho sentiti definirsi così. Ma è una definizione errata, secondo me. La loro è politica; solo che è parzialmente fuori dagli schemi. E semplicemente perchè non esiste uno schema per entrare in politica. C'è solo la strada del riuscire a leccare abbastanza posteriori (oppure andare a letto con le persone giuste; e questo vale soprattutto per le donne) da farsi notare da qualcuno dei vertici e riuscire così a scalare le graduatorie. Ma questo chiaramente punisce le persone in gamba che raramente sono così rassegnate da farsi mettere i piedi in testa. E così vengono escluse migliaia di persone dalla vita politica, anche se hanno le qualità per parteciparvi; e sono queste persone che poi confluiscono nel Movimento 5 Stelle.
Questa mattina, ad Omnibus su La7, c'era Luigi Crespi - opinionista ed esperto di sondaggi - che diceva che il voto in Molise diretto al rappresentante del Movimento non era un voto che poteva andare altrove. Una opinione poco condivisibile, dato che la lista ha avuto poco più del 2% e il candidato a sindaco più del 5%. Almeno la differenza, data dal voto disgiunto, sono voti presi per lo più al centrosinistra, dove questa esigenza di partecipazione politica dal basso è più sentita, rispetto al centrodestra, dove è quasi assente.
Quindi almeno 5000 persone hanno votato per le liste del centrosinistra, ma per il candidato sindaco del Movimento 5 Stelle. Sono recuperabili? Certamente: basterebbe che i partiti capissero la situazione e si adeguassero. E quindi una maggiore partecipazione della base alle scelte; candidati più giovani e non i soliti tromboni da premiare perchè hanno costruito un loro pacchetto di voti; e magari delle "scuole" politiche regionali per selezionare persone nuove. Ed oggi sono tre cose facilissime, in teoria. Anche la prima: perchè non creare per esempio una pagina dove si può suggerire la tal legge o il tal emendamento? E dove lo stesso provvedimento può esere votato? Internet permette di fare questo e molto altro.
Il problema è che non c'è nessuna intenzione di fare questo, a nessun livello e in nessun partito. Non nel Pdl, non nella Lega, non nell'Udc, non nel Pd, non in Sel, non nell'Idv. Eppure questo sistema (se applicato con serietà e non solo per prendere per il culo la gente) consentirebbe di svuotare completamente le prospettive del Movimento 5 Stelle, che ha braccia per lavorare, ma non una testa che coordini; mentre gli altri partiti hanno solo una testa (più o meno bacata).
Ma è un sistema che avrebbe una pesante contropartita: i vertici del partito che adottasse queste misure dovrebbero rinunciare ad essere una casta, finirebbero per rinunciare, a poco a poco, ai propri privilegi. Perchè certo, qualcuno dei nuovi verrebbe cooptato, ma il resto manterrebbe la propria indipendenza e quindi agirebbe in maniera "non controllabile" dagli attuali vertici dei partiti. Che - diciamolo chiaramente - sono vecchi. Indipendentemente dall'età anagrafica sono mentalmente vecchi, aggrappati ad un passato che non c'è più. E i "giovani" che vengono cooptati, sono tali solo sulla carta d'identità, ma mentalmente sono vecchi quanto gli altri. Basta fare un piccolissimo esempio. Prendiamo i "rottamatori" del Pd, Matteo Renzi, sindaco di Firenze, e Massimo Civati. Hanno meno di 40 anni, ma che cosa propongono? Quali sono le loro idee, a parte eliminare i dirigenti che stanno lì da più tempo? Il vuoto più assoluto. E quando non c'è il vuoto, è anche peggio. In una recente puntata di Ballarò alla quale Renzi era presente, ha saputo proporre solo proposte che sanno di muffa: taglio alle pensioni, patrimoniale e via elencando. Se questi sono i "giovani" del Pd, meglio provare con i neonati, sperando che almeno loro non siano stati corrotti...

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di Antonio Rispoli
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