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Il semipresidenzialismo, ennesimo inganno di Berlusconi


Il semipresidenzialismo, ennesimo inganno di Berlusconi
25/05/2012, 19:05

E' stata resa nota quella che prima delle amministrative Angelino Alfano aveva annunciato come "svolta epocale" della politica italiana, che il Pdl avrebbe portato avanti. E di cosa si tratta? Di una modifica costituzionale per introdurre il semipresidenzialismo alla francese, con elezione diretta del Presidente della Repubblica col sistema del doppio turno.
Tutti i giornalisti a fargli i complimenti, tutti i resoconti che insistono sulla gaffe (voluta e preparata) di Alfano che ha chiamato Berlusconi "Presidente della Repubblica", freddezza nel centrosinistra, ma nessuno che analizza alcuni dettagli.
Il primo: perchè presentarla adesso? Mancano 10 mesi alle elezioni, quindi tra 8 mesi si scioglieranno le Camere; tra 13 mesi scade il mandato di Giorgio Napolitano. Una riforma costituzionale richiede, se è condivisa, almeno 4 mesi di tempo. Ma parliamo di una modifica su cui sono tutti d'accordo, dove non c'è ostruzionismo e tutto fila liscio. Qualche piccolo intralcio e i 4 mesi possono anche triplicare. Quindi le possibilità di renderla effettiva sono minime. E poi, se volevano questo, perchè non l'hanno mai presentata negli ultimi 9 anni in cui hanno governato loro?
La risposta è semplice: è una proposta studiata per vincere, sia che venga approvata sia che non venga approvata. Infatti, se non viene approvata, ci sarà uno degli argomenti forti della prossima campagna elettorale: "Noi le riforme le abbiamo fatte, ma quelle costituzionali non siamo riusciti a farle perchè il Pd ha detto di no. Votateci, così le faremo". Un concetto del genere, martellato 24 ore su 24 dalle Tv di Berlusconi (cioè Mediaset e Rai), può ottenere grossi risultati. Almeno secondo loro.
Se invece viene approvata, Berlusconi ottiene due vantaggi. Il primo personale: si sa che lui ha sempre mal sopportato il fatto di dover creare una gerarchia interna al partito, col rischio che i "gerarchi" cominciassero a fare gli interessi propri (come è regolarmente accaduto) e non quelli del capo. Quindi, una elezione diretta da parte dei cittadini, dove è in competizione solo lui, conta di vincerla a man basse, utilizzando il controllo assoluto dei mass media che ha.
Naturalmente c'è un corollario. Nella nostra Costituzione il Presidente della Repubblica non ha poteri reali, se si esclude quello della grazia. E a Berlusconi non interessa minimamente quel ruolo. Per questo il "pacchetto" (cosa che non viene specificata, ma che si capisce dal fatto che si è parlato espressamente di "semipresidenzialismo alla francese") prevede anche il trasferimento di gran parte dei poteri dal Presidente del Consiglio al Presidente della Repubblica. Insomma, così l'ex premier conta di diventare un Presidente che può fare e disfare senza dover rendere conto a nessuno; neanche ad un governo di servi - come sono stati i governi Berlusconi - a cui però qualche spazio bisognava dare.
Il secondo punto vincente è l'ossessione che ha colpito i principali partiti dopo le ultime elezioni amministrative: Beppe Grillo e il Movimento 5 Stelle. Il doppio turno (cioè come l'elezione dei sindaci, primo turno e successivo ballottaggio) consentirebbe - sempre secondo loro - di escludere i grillini dalla corsa alla Presidenza, dato che finora hanno impostato una parte non indifferente della loro propaganda sul concetto che "noi non siamo come gli altri, non ci comportiamo come gli altri, non ci mischiamo con gli altri". E' facile immaginare che eventuali alleanze non comprenderebbero il Movimento 5 Stelle, ma solo gli altri partiti. E questo dovrebbe anche dare una mano a convincere Pd e Udc ad appoggiare la proposta.
Come si vede, tre possibilità, tre vittorie. Almeno nelle intenzioni. Perchè in realtà questa è solo la dimostrazione di quanto i politici siano lontani dalla cittadinanza, di come vivano su un altro pianeta. Il successo del Movimento 5 Stelle parte proprio dal fatto che la gente si è stufata di questi arzigogli inutili. Ma queste norme, o quelle come quella approvata ieri alla Camera che esclude di fatto il Movimento 5 Stelle dall'accesso ai rimborsi elettorali, sono proprio quello che serve a Grillo e ai suoi seguaci per vincere alle elezioni. Infatti si possono presentare come le vittime dei cattivi partiti in via di disfacimento, che non vogliono consentire ai cittadini di esprimersi. Inoltre, il Movimento 5 Stelle non è che ha tanto bisogno di soldi: il grosso della propaganda è fatto tramite Internet, e con qualche comizio, organizzato senza sfarzo. Probabilmente all'ultima campagna elettorale, dubito che in tutta Italia i "grillini" abbiano speso più di 50 mila euro.
Qual è il sunto di qusta analisi? Che si tratta dell'ennesima bufala, fatta solo per avere il titolo sul giornale e basta. Insomma, siamo all'effetto annuncio a cui ci ha abituato il governo Berlusconi negli ultimi 10 anni. Con buona pace dei problemi economici del nostro Paese, dei suicidi per mancanza di lavoro o per debiti, della mafia sempre più potente e della democrazia sempre più ammaccata.

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di Antonio Rispoli
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