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Come sempre, prevale il voto del Vaticano

Il Senato blocca a tempo indeterminato l'uso della RU486


Il Senato blocca a tempo indeterminato l'uso della RU486
26/11/2009, 11:11

ROMA - La Commissione Sanità del Senato ha approvato la mozione presentata dalla maggioranza, che prevede la sospensione della commercializzazione della pillola abortiva RU486 fino a che non ci sarà un parere di compatibilità del Ministro della Salute tra l'uso della pillola e la legge 194 sull'aborto.
Questo è quanto scritto. Ma i dati interessanti sono due. Il primo è che la mozione è stata approvata con i voti della maggioranza; contro ha votato il Pd. Insomma, assomiglia tanto ad un tentativo di captatio benevolentia nei confronti del Vaticano.
La seconda cosa importante è che questa mozione è un no mascherato alla commercializzazione della pillola abortiva. Infatti di studi sulla pillola RU486 ce ne sono a iosa. Negli altri Paesi europei - se si esclude la Polonia - il farmaco viene utilizzato regolarmente da anni. Quindi sappiamo tutto. Ma il fatto di assegnare alla coppia Sacconi-Roccella (Ministro del Welfare e Sottosegretario) il compito di fare questa valutazione di compatibilità, dopo tutte le volte che si sono espressi in termini degni di estremisti cattolici contro l'aborto, sa di barzelletta. Insomma, è solo un modo per dire no senza violare apertamente la legge europea che prevede l'assimilazione dei farmaci. Infatti, esistono leggi, per snellire le procedure burocratiche, che consentono di far entrare un farmaco in una nazione europea, se un'altra nazione europea già lo usa con risultati soddisfacenti. Come in questo caso: le reazioni allergiche sono pochissime; non ci sono conseguenze fisiche e psicologiche superiori a quelle di un aborto chirurgico; anzi, in diversi casi si è potuto notare un sollievo psicologico, dovuto al fatto che prendere due pillole è senz'altro meno stressante che una operazione chirurgica.

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di Antonio Rispoli
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