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Gli aquilani dovranno restituire al 100% le tasse da gennaio

Il sindaco de L’Aquila: “Il Governo ci ha abbandonati”


Il sindaco de L’Aquila: “Il Governo ci ha abbandonati”
18/07/2009, 17:07

Dopo la normativa fiscale che impone dal prossimo gennaio ai residenti dei Comuni terremotati la restituzione al 100% delle tasse, sospese fino a dicembre per il sisma, arriva l’ira di Massimo Cialente, sindaco de L’Aquila. Il primo cittadino contesta il fatto che con questa normativa si attesta, in pratica, che la situazione nel capoluogo abruzzese è tornata alla normalità e che quindi è possibile ricominciare a pagare le tasse, comprese quelle sospese: “nulla di più falso, - dice Cialente, - qui siamo ancora fermi al 7-8 aprile mattina. Con questa situazione fiscale l’economia aquilana non può ripartire”.
Il sindaco replica alla decisione dello stato evidenziato che tra i terremotati ci sono commercianti, artigiani e piccole imprese che non hanno più un posto dove lavorare, e che quindi è impensabile che possano recuperare il denaro necessario per ricominciare a pagare le tasse normalmente. “E’ come prendere il sangue a una persona anemica, - rincara la dose, - forse non hanno capito che le uniche attività aperte in città sono i chioschetti che vendono arrosticini la sera”.
Il sindaco ha anche sottolineato come "il G8 non ci abbia minimamente coinvolto, eppure abbiamo dimostrato una compostezza unica". "Ora basta - ha esortato - invito tutti gli aquilani a mobilitarsi, altrimenti la città sarà destinata a morire". “Se devo essere lasciato in queste condizioni, - conclude il primo cittadino, - dismetterò la fascia tricolore di sindaco e la restituirò al capo dello Stato, Giorgio Napolitano”.
Intanto lunedì prossimo la Commissione congiunta di finanze e bilancio dovrà discutere gli emendamenti presentati in Parlamento per modificare i parametri di restituzione degli oneri fiscali non versati. Il deputato Giovanni Lolli (Pd) ha parlato di una “zona franca al contrario”, evidenziando che “allo stato attuale gli aquilano devono restituire il 100% delle tasse e degli oneri previdenziali in 24 rate a partire da gennaio. Ciò vuol dire che fra sei mesi i cittadini, oltre a tornare a pagare i mutui, dovranno versare tasse e oneri, con una maggiorazione di 23 milioni di euro al mese per gli arretrati, per un totale di 513 milioni di euro in più in due anni”.
Gli emendamenti presentati da Pd, Mpa, Udc e Idv chiedono che la sospensione dei versamenti fiscali sia prorogata per altri sei mesi, con una restituzione del 40% dopo dieci anni, con un regime simile a quello utilizzato per i terremotati dell’Umbria e delle Marche. Oggetto di discussione sarà anche un emendamento firmato dal deputato Pdl Marcello De Angelis.
 

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di Nico Falco
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