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De Magistris: "Dialogo in val di Susa"

Il Sindaco sottoscrive l'appello per lo stop alle violenze


Il Sindaco sottoscrive l'appello per lo stop alle violenze
02/03/2012, 16:03

Il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, si schiera per il no alle tensioni tra No Tav e forze dell’ordine: l’ex pm ha firmato questa mattina l’appello, rivolto al Governo, che ritiene “necessario e possibile il dialogo in Val di Susa”.
Tra i primi firmatari don Luigi Ciotti, Nichi Vendola, Michele Emiliano, Livio Pepino, Michele Curto, Ugo Mattei, Marco Revelli, Giorgio Airaudo, Monica Frassoni, Tommaso Sodano, Paolo Beni, Vittorio Cogliati Dezza, Filippo Miraglia, Gabriella Stramaccioni, don Armando Zappolin, don Tonio Dell’Olio, Giovanni Palombarini, don Marcello Cozzi, Sandro Mezzadra.
“Dopo mesi – si legge nel documento - in cui la politica ha omesso il confronto e il dialogo necessari con la popolazione della valle, la situazione di tensione in Val Susa ha raggiunto il livello di guardia, con una contrapposizione che sta provocando danni incalcolabili nel fisico delle persone, nella coesione sociale, nella fiducia verso le istituzioni, nella vita e nella economia dell’intera valle. Ad esserne coinvolti sono, in diversa misura, tutti coloro che stanno sul territorio: manifestanti e attivisti, forze dell’ordine, popolazione.
I problemi posti dal progetto di costruzione della linea ferroviaria ad alta capacità Torino-Lione non si risolvono con lanci di pietre e con comportamenti violenti. Da queste forme di violenza occorre prendere le distanze senza ambiguità. Ma non ci si può fermare qui. Non basta deprecare la violenza se non si fa nulla per evitarla o, addirittura, si eccitano gli animi con comportamenti irresponsabili (come gli insulti rivolti a chi compie gesti dimostrativi non violenti) o riducendo la protesta della valle – di tante donne e tanti uomini, giovani e vecchi del tutto estranei ad ogni forma di violenza – a questione di ordine pubblico da delegare alle forze dell’ordine”.
“Un Governo di tecnici – concludono i sottoscrittori dell’appello - non può avere paura dello studio, dell’approfondimento, della scienza. Numerose scelte precedenti sono state accantonate (da quelle relative al ponte sullo stretto a quelle concernenti la candidatura per le Olimpiadi). Noi oggi chiediamo molto meno. Chiediamo di approfondire i problemi ascoltando i molti “tecnici” che da tempo stanno studiando il problema,, di non deludere tanta parte del Paese, di dimostrare con i fatti che l’interesse pubblico viene prima di quello dei poteri forti. Lo chiediamo con forza e con urgenza, prima che la situazione precipiti ulteriormente”.

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di Pino Coscienza
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