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"Il vento nuovo delle città": il post di Antonio Bassolino sulle amministrative


'Il vento nuovo delle città': il post di Antonio Bassolino sulle amministrative
03/06/2011, 09:06

Potranno tornare, a Napoli e in Italia, nuove primavere. Così si conclude Napoli Italia. L’importante risultato delle amministrative è come un ritorno al futuro. I candidati di sinistra, e di centrosinistra, vincono perché parlano a tutta la città, al di là dello schieramento di appartenenza. Nella politica italiana torna dunque a spirare il vento delle città. Il vento da cui è nata la forza della sinistra e dell’Ulivo negli anni ‘90. Spira in modo nuovo, come è naturale e giusto che sia.

Conquista la scena una nuova generazione politica. Entrano in campo nuovi protagonisti, da Pisapia a de Magistris.

Era dunque vero, come avevo scritto nel post precedente, che a Milano per la prima volta dopo 20 anni poteva essere eletto un sindaco di sinistra. Era vero che anche a Napoli la partita era aperta e che forte era, malgrado tutto, un sentimento di sinistra. L’amara vicenda delle primarie aveva poi portato alla candidatura di una persona seria e competente come Mario Morcone ma sconosciuta a gran parte della città. In una campagna elettorale che dura appena un mese, e con l’elezione diretta, la conoscenza e la popolarità sono fattori importanti. Evidente era anche il sovraffollamento, al centro, di candidati moderati. Morcone, Pasquino, Lettieri si facevano concorrenza nelle stesse aree. Restavano scoperti due grandi fianchi. Uno a sinistra, l’altro a destra. De Magistris ha saputo riempire il versante di sinistra e spostare un’area di destra che non si riconosceva in Lettieri. In una città come Napoli, sono diverse le aree sociali che possono tumultuosamente oscillare da destra a sinistra e viceversa. Dipende dai candidati, e dai momenti. Rilevante, infine, è stata la vicenda dei rifiuti. Una nemesi. Berlusconi, che se ne era giovato nel 2008, ne ha oggi pagato il prezzo. Un Berlusconi indebolito non è riuscito ad imporsi sui vari potentati locali che si sono sottratti ad ogni responsabilità sull’uso delle poche discariche esistenti e sull’individuazione di nuove e indispensabili discariche.

Adesso, dopo che si è “scassato”, per usare l’espressione di de Magistris, bisogna governare e rilanciare la città. E’ indispensabile mettercela tutta, senza demagogie, con tenacia quotidiana. Riprendendo l’esperienza di governo municipale nata nel ’93. Senza ripetere gli errori romani che tarparono le ali di quella esperienza e gli errori nostri, di eccessivo allargamento delle maggioranze fino all’ingovernabilità dell’Unione. Sono evidenti, oggi, sia le analogie che le differenze con il ’93. Politiche, di contesto, di quadro nazionale. Anche personali, di modo di essere, di carattere. Con una bandana in testa a piazza Municipio, per esempio, non riesco proprio ad immaginarmi. Ma io venivo da un’altra esperienza politica, da un altro mondo, da un’altra storia.

Buon lavoro a Luigi de Magistris. La sfida è grande e difficile. Fare il sindaco di Napoli è bello e terribile, più di qualunque altra cosa. Tutte le persone che vogliono bene alla nostra città devono augurarsi che il suo impegno di governo sia coronato di risultati positivi. Dipende da lui e da ogni cittadino napoletano.

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di Redazione
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