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Il giornale di Padellaro riprende l'inchiesta di Julienews

Il voto inquinato a Napoli finisce sul "Fatto" di Travaglio


Il voto inquinato a Napoli finisce sul 'Fatto' di Travaglio
23/04/2010, 11:04

NAPOLI - Il “Fatto quotidiano”, il giornale di Antonio Padellaro e Marco Travaglio, sull’edizione cartacea di stamattina (23 aprile), riprende l’inchiesta di “Julienews” sul “voto inquinato” a Napoli. L’articolo, firmato dal collega Vincenzo Iurillo, dal titolo “I consigli elettorali del clan Di Lauro”, fa riferimento all’ultima vicenda, sul piano temporale, scoppiata in città che ha visto protagonisti, in negativo ovviamente, esponenti del Popolo delle libertà a tutti i livelli: consiglieri regionali, consiglieri comunali e consiglieri di Municipalità.
Lo scandalo del “voto inquinato” arriva, quindi, sui giornali nazionali ed anche in questo caso i riflettori sono puntati su quanto successo a Secondigliano, popoloso quartiere a nord del capoluogo partenopeo, una delle principali roccaforti di alcuni clan della camorra, tra i più feroci operanti sul territorio; da alcuni anni teatro della sanguinaria faida tra il clan Di Lauro ed il suo “braccio armato”, i cosiddetti “scissionisti”.
Nel mirino della critica finisce, come anticipato da “Julienews” l’altro giorno in una dettagliata inchiesta curata dal gironalista Giovanni De Cicco, un comitato elettorale organizzato nel quartiere da Giovanni Di Vincenzo, consigliere all’VIII Municipalità, a sostegno del candidato al consiglio regionale del Pdl Pietro Diodato. “Uomini del clan Di Lauro di Secondigliano - scrive <il Fatto> - avrebbero stretto un patto con esponenti del Pdl napoletano per sostenere un candidato pidiellino alle ultime elezioni regionali. È l’ipotesi investigativa contenute nelle 4 pagine del decreto firmato dal pm Henry John Woodcock che, meno di una settimana prima dell’apertura delle urne, ha disposto la perquisizione di un comitato elettorale Pdl di Secondigliano e dell’abitazione del responsabile del comitato, un consigliere di Municipalità. L’inchiesta è alle prime battute ed ha preso il via in seguito a quanto riferito alla Digos da una <gola profonda> del Pdl, un consigliere comunale di Napoli. Il politico azzurro - continua <Il Fatto> - ha segnalato ai poliziotti che nel degradato quartiere dell’area a nord di Napoli, teatro di una sanguinaria faida camorristica, il suo collega di partito stava esercitando pressioni affinché i residenti di Secondigliano consegnassero nelle sue mani una copia del certificato elettorale per fornire una prova di aver votato la persona sponsorizzata nella sede del comitato. Il meccanismo sarebbe quello noto: i camorristi, attraverso la ricezione della fotocopia della tessera e la consegna del fac-simile del candidato da votare, sono in grado di controllare sezione per sezione se le loro indicazioni sono state rispettate. Secondo quanto riportato nelle annotazioni di servizio della Digos - conclude <Il Fatto> -, il consigliere di Municipalità agiva con l’appoggio della criminalità di Secondigliano ed è parente di un affiliato di spicco del clan Di Lauro”.

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di Redazione
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