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Una analisi del discorso del premier di ieri

Il vuoto assoluto dietro le parole di Berlusconi


Il vuoto assoluto dietro le parole di Berlusconi
04/08/2011, 10:08

Ieri c'era una grande attesa per il discorso di SIlvio Berlusconi, il primo da quando è cominciato l'assalto alle borse e ai titoli di Stato italiani. Una attesa che mi sembrava ingiustificata, e i fatti mi hanno dato ragione.
Innanzitutto il fatto dell'orario: lo spostare l'orario di inizio dalle 15 alle 17 e poi alle 17,30, dimostra come lo stesso entourage del Cavaliere era consapevole che le dichiarazioni sarebbero state pericolose per l'Italia. Aspettare 12 ore avrebbe garantito una speculazione che si indirizza su altre strade, colpendo l'Italia solo di striscio.
Poi il discorso, che si può sintetizzare in poche parole: Berlusconi ha detto esattamente le parole che non doveva dire. Le banche italiane sono solide? Beh, lo sanno tutti, visto che l'Italia è uno dei pochi Paesi che non ha sborsato un centesimo per salvarle. Ma questo è anche un problema, dato che dal 2008 hanno stretto il rubinetto del credito, rendendo impossibile alle aziende svilupparsi, ma anche resistere ad eventuali difficoltà economiche momentanee. In realtà le banche dovrebbero avere atteggiamenti anticiclici (prestare quando c'è crisi, prestare di meno quando l'economia si sviluppa), per aiutare il Paese; se hanno atteggiamenti ciclici, sono un danno colossale.
I fondamentali dell'economia italiani sono solidi? Vediamoli questi fondamentali. I conti pubblici sono un disastro: le politiche iniziate dal governo Prodi ci avrebbero portato al pareggio di bilancio a dicembre 2008, mentre ora abbiamo un deficit di 60 miliardi di euro. La crescita prevista dal governo, prima della manovra finanziaria approvata a luglio, era compresa tra l'1% del 2011 e l'1,6% del 2016. Con la manovra, ogni anno tra il 2011 e il 2014 ci sarà un taglio della crescita previsto tra lo 0,2% del 2011 e lo 0,8% del 2014. Il che vuole dire che nei prossimi quattro anni avremo una crescita sistematicamente sotto l'1%, mentre questa manovra appena approvata può raggiungere il pareggio di bilancio solo a condizione di avere una crescita media del 2% all'anno. Allora l'occupazione? Certo, se guardiamo i dati Istat possiamo essere felici, la disoccupazione è all'8%, al di sotto della media europea. Ma l'Istat purtroppo ha categorie che risalgono agli anni '70; oggi non si può considerare equivalente un parlamentare che prende 20 mila euro al mese netti e un giovane con un contratto trimestrale da 500 euro al mese. Invece è quello che fa l'Istat, che li considera entrambi occupati a tempo pieno. Se invece andiamo a guardare un altro dato, quello degli occupati (cioè la percentuale delle persone che lavorano rispetto alla popolazione totale in etàè da lavoro), scopriamo che noi siamo quasi ultimi in Europa, con il 54%, più o meno al livello della Spagna. E questo è preoccupante.
Visto che neanche questo va bene, vediamo quale altro "fondamentale" dell'economia va bene. La retribuzione? Siamo agli ultimi posti in Europa anche in questa categoria. A parità di lavoro, in Germania si paga il doppio, in Francia tra il 50 e il 70%; persino in Olanda - che è uno dei Paesi che è stato più colpito dalla crisi, tra i Paesi europei, nonostante i fondamentali lì siano buoni - gli stipendi sono del 30-40% più alti. Quindi cosa è rimasta? La rete di piccole imprese ultrasovvenzionate nel Nord Italia che la Lega difende a spada tratta e a cui elargisce - direttamente e indirettamente - soldi a palate? Oppure la presenza della Fiat, che sta smantellando tutte le strutture che ha in Italia?
Resta poi la parte che Berlusconi ha dedicato all'autoelogio: noi siamo i migliori, l'opposizione non ha mai fatto alcuna proposta, ma se sono disposti ad appoggiare le nostre leggi a scatola chiusa, gli diamo qualche contentino. Un discorso che è la stessa litania da 17 anni, e che ormai ha stufato. Anche perchè le norme in questione non hanno alcun rapporto con i cittadini. Per esempio, l'annuncio recente di una riforma costituzionale, che unisce il dimezzamento dei parlamentari, una modifica delle due Camere, con una Camera dei Deputati che deve approvare ogni legge presentata dal governo altrimenti va a casa ed un "Senato federale" che non ha alcun potere sulle leggi fatte dal governo perchè si occupa solo del livello locale; con un concentramento di tutti i poteri legislativi nelle mani del Presidente del Consiglio, senza alcun potere di controllo, dato che magistratura e COrte COstituzionale sarebbero controllate dal governo; una riforma di questo genere, che aiuto dà ai cittadini? Forse che li aiuterà a trovare lavoro? Forse che migliora i conti pubblici (a parte il dimezzamento dei parlamentari, l'unica cosa intelligente di questa cosiddetta riforma) e consente di liberare risorse da investire? Oppure blocca l'evasione fiscale, che ormai supera i 200 miliardi di euro all'anno, di cui quasi cento concentrati in Lombardia e Veneto, secondo la Guardia di Finanza? E si può continuare.
La realtà è che c'è una sola cosa vera, di quello che dice l'opposizione. Questo governo ormai è finito, e non da adesso. Ma sono attaccati alle poltrone, per i loro interessi. Ci sono cica 400 tra deputati e senatori che se vanno a casa adesso non potranno avere il vitalizio, e quindi reggono la legislatura solo per questo. E c'è lo stesso Berlusconi, che vuole usare, ancora una volta, il proprio potere di Presidente del Consi8glio per bloccare i processi che lo riguardano, per esempio approvando il cosiddetto "processo lungo". Il fatto che quel processo manderà in prescrizione l'80-90% dei processi (persino se sono accusato di omicidio ma ho i soldi per pagare l'avvocato, posso evitare la galera, chiamando a testimoniare 100 mila persone ed impedendo che il processo vada a conclusione), e gli unici condannati saranno i poveri cristi e gli extracomunitari, cioè coloro che non possono pagarsi l'avvocato. Invece pedofili, stupratori, mafiosi, schiavisti e così via non andranno mai in galera. Sì, vale anche per i mafiosi, nonostante ci sia scritto che la legge non vale per i reati di mafia. Infatti se le sentenze precedenti non valgono, come stabilisce la legge, come fanno a valere quelle che stabiliscono che la mafia esiste? L'esistenza della mafia, della camorra e della 'ndrangheta va dimostrata ad ogni processo; altrimenti gli imputati si rivolgono alla Corte Costituzionale per la palese violazione dell'articolo 3 della Costituzione.

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di Antonio Rispoli
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