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Si prepara risanamento, cresce preoccupazione operai

Ilva, obiettivo del Governo: "Taranto non deve chiudere"

Clini: "Siamo molto fiduciosi"

Ilva, obiettivo del Governo: 'Taranto non deve chiudere'
04/09/2012, 19:34

BARI - Lo stabilimento siderurgico di Taranto non chiuderà: lo ribadisce il ministro dell'Ambiente. Clini si dice “molto fiducioso”: forse per l'Ilva si riuscirà a fare “per la prima volta in Europa - assicura - un'operazione di risanamento ambientale di un centro siderurgico, garantendo la competitività delle produzioni e la continuità delle attività produttive”. D'altra parte il presidente del colosso dell'acciaio, Bruno Ferrante - dice anche il ministro - ha “dato una grande disponibilità e sta collaborando”. L'obiettivo del governo - precisa Corrado Clini - è dunque “coerente con la strategia europea dello sviluppo sostenibile che, sostanzialmente, prevede che le norme, gli standard e le tecnologie ambientali devono essere il traino per la crescita economica e lo sviluppo industriale”. Il treno per salvare la grande fabbrica è partito e i binari da percorrere velocemente sono tanti. Ma forse meno facilmente percorribili di quanto voglia farli apparire il ministro. A ritmo serrato, infatti, procede anche l'attività dei custodi giudiziari degli impianti dell'area a caldo dell'Ilva sottoposti a sequestro nell'ambito dell'inchiesta per disastro ambientale: stanno approntando un crono-programma per dare esecuzione alle indicazioni ricevute dalla procura per eliminare le emissioni inquinanti del siderurgico. I custodi dovrebbero star valutando, impianto per impianto, le soluzioni migliori per non compromettere definitivamente la funzionalità degli impianti ed eliminare del tutto, e “immediatamente”, ha intimato la procura, le emissioni illecite, nocive e dannose per la salute della popolazione e dei lavoratori. Ma far questo potrebbe comportare fermi della produzione (già oggi assai ridotta), con conseguente, pesante cassa integrazione per i lavoratori. Per le tute blu, infatti, non c’è solo la grande preoccupazione per la propria salute: c’è anche l'ansia crescente per la possibile perdita del posto di lavoro. Le disposizioni date dalla procura ai custodi giudiziari, per i lavoratori, sono una lama conficcata nelle ferite: “non c’è facoltà d'uso - ricorda infatti il segretario della Fim Cisl di Taranto, Mimmo Panarelli - e si potrebbe decidere di mettere a norma gli impianti fermando la produzione”. I custodi giudiziari d'altro canto non hanno ancora risposto alla richiesta di incontro presentata congiuntamente da Fim, Fiom e Uilm, richiesta fatta appunto per comprendere quanto il programma di “ambientalizzazione” possa incidere sull'attività della più grande acciaieria d'Europa. Una delle prossime mete da raggiungere, inoltre, è quella della chiusura dei lavori della Commissione Aia, anche oggi al lavoro nella Prefettura di Taranto: la conclusione è fissata per fine settembre, alla ricerca dell'applicazione possibile delle “nuove e migliori tecnologie disponibili per il settore siderurgico” indicate a marzo dalla Commissione Ue. Oggi la Commissione Aia ha affrontato l'argomento delle analisi regionali del Piano di risanamento, mentre domani si occuperà delle criticità del parco minerali. Oggi, tra l'altro, l'associazione Peacelink Taranto ha inoltrato formalmente alla Commissione Aia le proprie osservazioni sulla revisione dell'Aia. Gli ambientalisti chiedono innanzitutto l'applicazione dell'art.8 del decreto legislativo 59/2005, che consente l'applicazione di “misure più rigorose di quelle ottenibili con le migliori tecniche disponibili, al fine di assicurare” il rispetto delle norme di qualità ambientale. Intanto la Provincia di Taranto e Arpa Puglia hanno siglato un accordo per il potenziamento delle attività di controllo sul territorio: sono previsti finanziamenti per 675 mila euro. L'iniziativa rafforza l'intesa del 3 luglio 2007 che assicurò all'organo tecnico risorse per oltre 1,7 milioni per laboratori, macchinari, rete di monitoraggio qualità aria e per l'avvio delle attività di controllo. E sempre oggi le commissioni Ambiente e Industria della Camera hanno cominciato l'iter del decreto per l'erogazione di 336 milioni stanziati dal governo per bonificare le aree più esposte della città ai danni causati dall'Ilva. Domani alle 17 e' stato fissato il termine per presentare gli emendamenti che verranno votati giovedì. Il testo passerà in aula luned prossimo.

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di Valerio Esca
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