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“Non criminalizzare il fenomeno dell’immigrazione”

Immigrati, ministro Kyenge: “Abolire il reato di ingresso clandestino”


Immigrati, ministro Kyenge: “Abolire il reato di ingresso clandestino”
27/06/2013, 20:56

"Il reato di ingresso clandestino e di soggiorno illegale dovrebbe essere abolito in sede di revisione del Testo Unico sull'immigrazione da parte dei ministeri dell'Interno e della Giustizia e dal Parlamento". È l’appello del ministro per l’integrazione, Cecile Kyenge, nel corso di un suo intervento a Roma, a palazzo Giustiniani, alla presentazione del Rapporto su 'La criminalizzazione dell'immigrazione irregolare'. Per il ministro, inoltre "il trattenimento delle persone da espellere nei Cie dovrebbe rappresentare solo l'estrema ratio e comunque 18 mesi sono un periodo eccessivamente lungo".
Il ministro Kyenge chiede alla politica di "affrontare il tema con animo libero da ideologismi e paure: è indispensabile una visione prospettica che individui le priorità e indichi gli indirizzi su cui agire. La priorità, per me - afferma - è l'integrazione intesa anche come sviluppo e ringiovanimento demografico dell'Italia".
Kyenge dice "no alla tendenza a criminalizzare il fenomeno dell'immigrazione ed a usare i provvedimenti relativi come strumento di propaganda politica. Un cambio di visione - dichiara - si è registrato soltanto con il precedente governo Monti e con questo in carica. Il Parlamento valuti la modifica alla normativa sull'immigrazione, secondo criteri inclusivi".
"Si tratta di diritti fondamentali che vengono spesso violati anche in modo drammatico, pur se sono sanciti sia dalla Costituzione italiana che dalla Carta fondamentale Ue. La questione immigrazione rappresenta un nodo di estremo rilievo, un fenomeno che non può essere governato fra individualismi ed egoismi politici", afferma ancora il ministro per l’integrazione
L'esponente del governo accusa il fatto che "l'emergenza immigrazione viene sempre gestita come se si trattasse di una catastrofe naturale. Al contrario, serve un'opera di prevenzione, mettendo a sistema ciò che ogni anno definiamo invece come emergenza, con 'pacchetti sicurezza' usati come strumento di propaganda ma poi smantellati. L'immigrazione - conclude il ministro - deve essere vista in un'ottica europea".

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di Erika Noschese
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