Politica / Parlamento

Commenta Stampa

273 si e 257 no. A favore solo Pdl e Lega

Immigrazione: la Camera approva il Dl sui rimpatri

Espulsione immediata per i “clandestini pericolosi”

Immigrazione: la Camera approva il Dl sui rimpatri
14/07/2011, 15:07

ROMA – Con 273 voti favorevoli e 257 contrari l’Aula di Montecitorio ha approvato il decreto legge riguardante il rimpatrio dei clandestini in materia di immigrazione. Tale provvedimento va a completare l’attuazione di due direttive europee: una riguardante la libera circolazione dei cittadini comunitari e l’altra riguardante proprio il rimpatrio dei clandestini.
Il testo che ha ottenuto il via libera della Camera dei Deputati, e sul quale hanno votato a favore Pdl e Lega, mentre si sono espressi contro Pd, Idv, Terzo Polo ed Mpa, prevede, in sostanza, l’espulsione immediata per i clandestini considerati pericolosi per l’ordine pubblico e la sicurezza, per quelli già espulsi o che violano misure di garanzie previste dal questore. È prevista, tra l’altro, la possibilità per lo straniero di richiedere al prefetto un periodo, tra 7 e 30 giorni, per la partenza volontaria, nei casi in cui non ricorrono le condizioni per l’allontanamento coatto. La norma più contestata è quella sulla permanenza nei Cie, che passa da 6 a 18 mesi e da 5 a 7 giorni del termine entro il quale lo straniero deve lasciare il territorio nazionale su ordine del questore, qualora non sia stato possibile il trattenimento presso i centri.
Viene poi introdotto il permesso di soggiorno per motivi umanitari, di cui possono beneficiare anche i minori stranieri non accompagnati, affidati, ovvero sottoposti a tutela, che siano stati ammessi ad un progetto di integrazione sociale e civile. Quanto ai cittadini di Stati membri dell’Unione europea, il decreto elimina l’obbligo del visto di ingresso attualmente previsto per soggiorni fino a tre mesi. Quanto alla procedura di allontanamento del cittadino comunitario, sono state introdotte tra le cause anche le eventuali condanne per delitti contro la personalità dello Stato.

Commenta Stampa
di Antonio Formisano
Riproduzione riservata ©