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Il ministro: "Dobbiamo lasciare giù un po' di zavorra"

Imprese, Tremonti insiste: "Modifiche agli articoli 41 e 118"


Imprese, Tremonti insiste: 'Modifiche agli articoli 41 e 118'
13/06/2010, 17:06

Maggiori libertà alle imprese garantite da alcune modifiche immediate agli articoli 41 e 118 della Costituzione. “Bisogna farle subito. L’Italia non può competere con sistemi troppo diversi dal nostro e per farlo dobbiamo lasciare giù un po' di zavorra”. È il Ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, durante il suo intervento alla festa nazionale della Cisl in svolgimento a Levico Terme, a ribadire le sue proposte di deregulation per facilitare la libertà d'impresa. Proposte che da una parte mirano ad alleggerire le aziende dello Stivale, e dall’altra a dare il via al giro di vite sui lavoratori dipendenti privati. “La modifica della Costituzione non può essere limitata all'articolo 41, ma estesa anche all'articolo 118 – chiosa il ministro – che è la piramide dei rapporti tra Stato, Regioni e Comuni, introducendo in nome della responsabilità dell'individuo una diversa articolazione della sussidiarietà”. Per Tremonti “l'idea è semplice: aggiungere nell'articolo 41 della Costituzione il principio del riconoscimento della responsabilità alla persona. Poi la segnalazione di inizio attività l'autocertificazione, l'idea dei controlli solo ex post e infine il riconoscimento della buona fede. Questo deve essere fatto da subito per legge ordinaria e questi cinque principi devono essere blindati con legge costituzionale - continua - perché nel nostro sistema, che è bloccato, se non cambi la Costituzione si blocca tutto". Dopo aver difeso l’operato del Governo, in quanto rispetto ad altri Paesi europei “non è stato tagliato l’organico o gli stipendi pubblici in modo selvaggio”, e la manovra economica (“Abbiamo cercato di disegnarla nel modo socialmente meno incisivo possibile, lasciando fuori la sanità e molte altre voci sociali”) Tremonti ha aggiunto che “se tutto va bene fra tre anni ci saranno dei contratti un po’ buoni”. Il chiodo fisso è però rappresentato dalle modifiche agli articoli 41 e 18, necessarie in "un Paese in cui le leggi sono troppe e che ogni anno produce 4 chilometri di Gazzetta Ufficiale e un chilometro quadrato di regole”. Le critiche da parte dell’opposizione non si sono fatte attendere. Il vicepresidente del gruppo Italia dei Valori alla Camera, Antonio Borghesi, attacca: “Tremonti è bravissimo ad annunciare rivoluzioni copernicane poi puntualmente disattese. Il tremontismo, ormai lo sappiamo bene, è fatto di pubblicità ingannevole: agli effetti mirabolanti non seguono mai azioni concrete. Questa sulla libertà d’impresa è l’ennesima rivoluzione annunciata e poi mancata. Per sburocratizzare ed agevolare le imprese, per liberarle dai mille lacci e lacciuoli che le soffocano non servono azioni mirabolanti o annunci ingannevoli, servono riforme semplici e chiare, come quella di Italia dei Valori di impresa a carte zero, cioè in un giorno”.

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di Davide Gambardella
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