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PM depotenziati, FF.OO. senza controllo legale

In CDM approvata la riforma della giustizia


In CDM approvata la riforma della giustizia
06/02/2009, 14:02

Il Consiglio dei Ministri ha approvato la riforma del sistema penale. Le novità sono diverse:
- Divisione tra le carriere dei giudici e dei Pubblici Ministeri.
- Depotenziamento del Pubblico Ministero. Il PM non avrà più potere di controllo sulla Polizia Giudiziaira nè potrà aprire una indagine di propria iniziativa. Lo potrà fare solo se riceverà la cosiddetta "notitia criminis" dalla Polizia, dai Carabinieri o dalla Guardia di Finanza.
- Il Giudice sarà ricusabile con molta più facilità. Sarà sufficiente che l'imputato depositi una denuncia contro di lui o che il Giudice "esterni" al di fuori del processo.
- Nel caso in cui non sia certo il luogo in cui è stato commesso un reato, le norme per decidere il luogo dove si deve essere processati saranno più stringenti.
- Per poter dirigere l'ufficio del PM o del GIP bisognerà avere frequentato un corso speciale, organizzato presso il Ministero di Grazia e Giustizia.
- Pronta la riforma costituzionale per rendere definitiva la sentenza di assoluzione (e solo di assoluzione) di primo grado.
Il complesso di queste norme porterà le indagini sotto il controllo dei Ministeri che controllano le Forze dell'Ordine, renderà impossibile processare i potenti che potranno sempre ricusare il giudice (gli basterà denunciarli di inimicizia), mentre il corso che il PM dovrà frequentare, permetterà di selezionare quelli più servili, che guideranno gli uffici e diventeranno procuratori capo; gli altri, secondo la riforma Castelli, dovranno adeguarsi alle disposizioni del primo. In pratica il PM agisce alle dipendenze del Ministro di Grazia e Giustizia e non al servizio della giustizia. Inoltre, al PM "avvocato dell'accusa", come piace definirlo Berlusconi, non interesserà verificare i fatti, ma solo condannare quanti più imputati possibili, innocenti o colpevoli che siano non importa.

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di Antonio Rispoli
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