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Parla anche l'ex capo Asl: contro di me accuse infondate

Inchiesta sulla sanità pugliese, coinvolto anche Tedesco (PD)


Inchiesta sulla sanità pugliese, coinvolto anche Tedesco (PD)
21/07/2010, 19:07

BARI - Sabato scorso, in seguito all'inchiesta guidata dai  pm Desireè Digeronimo, Francesco Bretone e Marcello Quercia, ci sono stati i primi cinque arresti inerenti a tre gare pubbliche milionarie lanciate dalla Asl di Bari tra il 2008 ed il 2009. Come si legge anche sul Corriere della Sera, i bandi erano stati cogitati per il servizio di raccolta, trasporto e smaltimento dei rifiuti speciali prodotti nelle strutture sanitarie e per il completamento delle attrezzature e degli arredi di laboratorio dell’Oncologico di Bari; con una mole di risorse finanziarie pubbliche pari a 9 milioni e 600mila euro.
Ieri mattina, dunque, sono partiti i primi interrogatori per i due arrestati dell'inchiesta sulla sanità pugliese. Il gip Vito Fanizzi ha ascoltato in primis l'ex dirigente della Asl di Bari Nicola Del Re che, assistito dall'avvocato Vito Mormando, ha fin da subito sostenuto con forza la propria estraneità ai fatti, parlando di "accuse infondate" mosse nei suoi confronti. Il secondo destinatario dell'interrogatorio di garanzia è stato un altro importante dipendente dell'Asl: l'ex capo area della gestione del patrimonio Antonio Colella. Anche Collella, durante le cinque ore di colloqui con il giudice, ha respinto ogni accusa e, tramite il suo legale, ha richiesto il ritiro immediato degli arresti domiciliari.
La difesa ha dunque presentato la documentazione riguardo i lotti due e quattro legati all'appalto sull'Oncologico in attesa degli interrogatori, previsti per domani, di Michele Columella, legale rappresentante della società Vi.ri di Altamura che si occupa dello smaltimento di rifiuti; Francesco Petronella, titolare di fatto della stessa società e Filippo Tragni, altro dirigente della Asl barese.
Le accuse mosse dai Pm sono di  corruzione, turbativa d’asta e concorso in violazione del segreto istruttorio. Secondo il giudice, infatti, durante la procedura di concessione degli appalti "è stata evidenziata l’illecita ingerenza degli indagati a sostegno degli interessi economici". In particolare, come conferma sempre il Corriere, sono tre le società coinvolte ed accusate di comportameni illeciti: la Viri srl, specializzata nella raccolta smaltimento dei rifiuti speciali, la Draeger Spa, rappresentata dal nipote dell'ex senatore alla sanità ed ora senatore del Pd Alberto Tedesco, e la Consanit scpa.
In particolare, i 9 milioni, sarebbero stati divisi così: 5 alla Viri, 2 e 600mila alla Draeger e 2 tondi alla Consanit.
Ed è proprio Tedesco ad essere citato all'interno dell'ordinanza di custodia cautelare come il deus ex machina che avrebbe operato forti pressioni per favorire in ogni modo l'assegnazione degli appalti alla ditta della famiglia Colummella.
Un legame d'amicizia strettissimo, definito addirittura fraterno, che legava l'ex assessore a Columella e che è stato confermato dall'ex dirigente Asl Lea Cosentino.
La Cosentino, durante l'interrogatorio, ha infatti parlato di "un’amicizia fraterna che Tedesco aveva con la Tradeco di Columella. Io conosco il signor Franco Petronella - aveva precisato l'ex dirigente Asl - lo conosco da quando stava ad Altamura perché è un consigliere anche comunale e siccome Alberto Tedesco lo definiva "mio fratello" sapevo che spesso andava presso la società Tradeco a fare politica".

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di Germano Milite
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