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Immigrati, nucleare, economia i temi trattati

Incontro Berlusconi-Sarkozy: "Nessun problema, risolto tutto"

Berlusconi: "Colpa della sinistra l'attacco alla Libia"

Incontro Berlusconi-Sarkozy: 'Nessun problema, risolto tutto'
26/04/2011, 19:04

ROMA - Conferenza stampa alquanto vivace, quella tenuta dal Presidente del Consiglio SIlvio Berlusconi e dal Presidente francese Nicholas Sarkozy, al termine dell'incontro che ha visto i due governi discutere dei punti di frizione che si sono creati di recente tra i due Paesi.
Nonostante la limitazione nei tempi e nelle domande imposte ai giornalisti, le domande sulla situazione immigrazione sono state le prime. E a queste i due presidenti hanno detto di aver risolto la questione, puntando entrambi il dito contro il trattato di Schengen, accusato di essere troppo rigido e quindi non adattabile alle varie situazioni.
Ma le domande si sono presto spostate su altri argomenti: innanzitutto la guerra in Libia, dove Berlusconi ha confermato l'impegno militare dell'Italia, ma - ha precisato - limitatamente all'uso di "precisissimi razzi destinati a colpire le unità militari in modo che non vengano colpiti civili". E poi ha aggiunto: "Come sapete, poco tempo fa ci fu una telefonata triangolare tra i presidenti Sarkozy, Obama e la cancelliera Merkel, sulla Libia. Io non sono stato convocato insieme a loro e l'opposizione ha detto che l'Italia non contava più nulla. E' anche per questo che abbiamo deciso di partecipare ai bombardamenti.
Poi sul nucleare, dove Berlusconi è stato chiarissimo, addebitando al disastro di Chernobyl e "all'ecologismo di sinistra" la sconfitta del referendum del 1987 sul nucleare, cosa che, secondo quanto ha detto il premier, ci costringerebbe a comprare all'estero il 50% dell'energia che produciamo (dato assolutamente falso, ndr). Problema che la Francia non ha, grazie al fatto che ha costruito 58 centrali nucleari. Inoltre ha aggiunto che è per questo motivo che il governo ha deciso di apporre questa moratoria sul nucleare: votando adesso, il sì sarebbe scontato e questo priverebbe l'Italia del nucleare anche in futuro; invece in questa maniera tra uno o due anni si potrà cominciare la costruzione delle centrali.
«Rispettiamo la decisione della moratoria sul ritorno all'energia nucleare adottata dall'Italia, ma se gli italiani decideranno di tornare al nucleare, la Francia sarà un partner accogliente e amico - ha aggiunto poi Sarkozy nella conferenza tampa con Berlusconi -. Siamo pronti a lavorare con voi e a rispondere a tutte le vostre domande sulla sicurezza delle nostre centrali. L'incidente di Cernobyl era chiaro: un reattore aveva funzionato male e non era stato installato in modo corretto. A Fukushima, l'impianto ha resistito a un terremoto di 9 gradi Richter, ma non ad un evento eccezionale come lo tsunami. Noi e l'Italia non abbiamo gas né petrolio. Chi può pensare che il solare o l'eolico possano compensare il nucleare? Tutti abbiamo firmato per limitare le emissioni di CO2 e io voglio sottolineare che il nucleare non emette CO2. Quindi il dibattito è sulla sicurezza. La Francia ha perso di recente dei contratti, perché le nostre centrali sono troppo costose. Chi agita la paura non capisce che i francesi e gli italiani vogliono vivere in sicurezza, ma riscaldarsi e illuminare le loro case».
C'è stata anche una domanda sull'Opa fatta oggi dalla Lactalis su Parmalat, alla quale sia Berlusconi che Sarkozy hanno risposto augurandosi la creazione di gruppi italo-francesi in grado di competere in tutti i settori dell'economia a livello mondiale.

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di Antonio Rispoli
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