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Incontro Ripensare Napoli. Intervento Umberto Ranieri


Incontro Ripensare Napoli. Intervento Umberto Ranieri
14/12/2011, 10:12

Un incontro promosso da personalità e forze della società civile napoletana: donne e uomini del mondo del lavoro, delle professioni, degli studi. Molti giovani. L’obiettivo dell’incontro è stato duplice: contribuire a delineare una concreta strategia di rilancio economico e civile della città; impegnare tante forze a battersi per una riforma della politica e un profondo rinnovamento del Pd napoletano. Occorre uscire dal dilemma nominalistico sul sostegno o meno della giunta comunale guidata dal sindaco De Magistris. Quello che è importante è incalzare l’amministrazione perché concenti la sua attività su alcune grandi questioni da cui dipende il miglioramento della qualità della vita a Napoli e la stessa prospettiva di sviluppo della città: lavorare ad una gestione europea del ciclo dei rifiuti: riduzione, recupero, riciclo devono costituire obiettivi fondamentali da perseguire insieme alla realizzazione di alcuni impianti e al superamento di una disputa insensata sul termovalorizzatore; individuazione dei programmi di riorganizzazione urbanistica della città per la cui realizzazione è indispensabile il coinvolgimento, in un quadro di regole, dell’imprenditoria privata, questione essenziale in una fase di estrema riduzione delle risorse pubbliche; potenziamento delle politiche sociali in una città in cui problemi spinosi si sono incancreniti nel corso degli anni, dalla condizione dell’infanzia e degli anziani alla situazione di estrema precarietà in cui vivono tante famiglie indigenti. Vorremmo conoscere gli orientamenti dell’Amministrazione comunale per la riqualificazione dell’area occidentale, su come intende ridurre il degrado in cui versa l’area orientale; su quando e come intende mantenere gli impegni di interventi nella sterminata periferia che da Secondigliano va a Piscinola e Scampia. Insomma quello che avvertiamo come necessario è aprire una fase più attenta alla concretezza dei fatti, ai tempi delle realizzazioni, alla qualità e alla scadenza dei programmi. Non abbiamo nulla contro i grandi eventi che possano dare lustro alla città Confessiamo tuttavia che alle regate preferiamo che si faccia qualche passo avanti in più nella raccolta differenziata, che alla inelegante querelle sul compenso per il presidente del Forum delle culture preferiamo che ci si adoperi per accrescere la dotazione di servizi e di asili nido in città. Non indulgiamo in demagogia, figuriamoci. Avvertiamo come ci ricorda l’indagine del Sole 24 Ore sulle città italiane che vivere a Napoli costa una fatica eccessiva, che la vivibilità della città è ai minimi termini. Non mettiamo sulle spalle dell’attuale amministrazione le responsabilità di questo stato delle cose. Ci mancherebbe. Sentiamo tuttavia che occorre fare di più. Ed è questo il terreno su cui incalzare l’Amministrazione. Muovere in queste direzioni è la via per intessere un deciso e proficuo confronto con il governo nazionale. Ci sono nella realtà di Napoli problemi spinosi che possono essere affrontati solo con il sostegno e l’intervento del governo: dalla crisi dell’apparato industriale al risanamento del Bilancio comunale, dalla drammatica situazione occupazionale al contrasto alla criminalità. Il governo Monti va chiamato ad assumere precise responsabilità. Che il nuovo governo rappresenti una svolta lo si misurerà alla sua politica verso il Sud del Paese e verso Napoli.

C’è infine la questione politica. A Napoli la crisi di legittimità della politica si manifesta in modo drammatico: la funzione e il ruolo della politica e dei partiti non è percepita dai cittadini come un fattore di progresso per la città. E’ un fenomeno più generale ma a Napoli è particolarmente grave. Eppure è scarsa la consapevolezza nei partiti del punto cui è giunta la situazione. A destra, malgrado l’eccezionale gravità dei fenomeni di corrompimento della vita del Pdl, sembra non esserci alcuna capacità di reazione. La nostra preoccupazione è che a sinistra non si discuta della grave crisi che investe il centro sinistra e la sua politica. Abbiamo a cuore le sorti del Pd che consideriamo il perno di qualsiasi politica di crescita civile della città. Sullo stato in cui versa il Pd a Napoli solleviamo un allarme: è trascorso un anno dalla sconfitta elettorale. Abbiamo atteso invano l’avvio di una effettiva e seria riflessione critica sulle responsabilità di una sconfitta che ha ridotto le ambizioni politiche del Pd napoletano e ne ha ridimensionato la funzione in consiglio comunale e in città. Il timore è che ci si illuda di trovare una soluzione ai problemi non affrontandoli, magari perseguendo una soluzione gattopardesca: un cambiamento di facciata che permetta a gruppi e notabili che hanno condotto alla rovina di mantenere posizioni di comando. Se così fosse, sarebbe rovinoso e contro una simile condotta occorrerebbe battersi decisamente. Il Pd a Napoli non può essere il partito dei notabili. Se sciaguratamente si imboccasse questa strada rovinosa e allora chi ha a cuore le sorti del partito si sentirebbe moralmente e politicamente legittimato a lavorare per la costruzione di un nuovo Partito democratico.

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di Redazione
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