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INDAGINE SUL DISAGIO ABITATIVO DEGLI STRANIERI IN ITALIA MERIDIONALE


INDAGINE SUL DISAGIO ABITATIVO DEGLI STRANIERI IN ITALIA MERIDIONALE
16/10/2008, 08:10

Si è tenuto, presso la sede della Regione Campania a Palazzo Armieri, in via Marina 19/a a Napoli, la presentazione dei risultati di una”Indagine sul disagio abitativo degli stranieri in Italia Meridionale”.
 
Si è tra l’altro parlato delle drammatiche condizioni abitative degli immigrati che vivono nelle Regioni del Mezzogiorno, delle differenze fra le quattro realtà analizzate: Campania, Sicilia, Calabria e Puglia e dell’ ampiezza del fenomeno nei differenti territori.
 
Sono emerse in particolare due specifiche tipologie di disagio: una situazione di emergenza estrema che connota le condizioni abitative di una parte importante della popolazione immigrata e una situazione di inadeguatezza e precarietà alloggiativa che connota la stragrande maggioranza degli immigrati. Queste due tipologie, seppure in dimensioni diverse, coesistono in tutte le regioni analizzate, tanto nei contesti rurali, quanto in quelli metropolitani.
 
Questi dati sono il frutto del lavoro di analisi realizzato sui risultati di 8.420 interviste ad immigrati e di 100 colloqui con osservatori privilegiati (amministratori locali, dirigenti sindacali, operatori del Terzo settore, datori di lavoro e loro associazioni). Dall’analisi emerge che l’accesso alla casa per la popolazione immigrata si configura come un percorso ad ostacoli lungo il quale si incontrano numerosi fattori critici, che sono rappresentati dai forti squilibri del mercato immobiliare, dalle diffidenze diffuse verso gli stranieri alla ricerca di alloggio, dalla carenza ed in molti casi assenza di servizi pubblici e privati di supporto all’inserimento abitativo degli immigrati.
 
I dati dell’indagine confermano, peraltro, che la configurazione del disagio e la sua tipologia sono legate alle caratteristiche insediative, economiche, occupazionali delle aree regionali di riferimento. Per questo, sono state presentate una serie di proposte di contrasto al disagio, sia di carattere metodologico che di tipologia di intervento, tutte rispondenti tuttavia alle caratteristiche e alle crucialità di ciascun territorio: una rete di agenzie sociali per l’intermediazione abitativa, l’attivazione di alloggi transitori per rispondere alla prima emergenza dei gruppi più svantaggiati, quali rom o braccianti agricoli, l’autorecupero di edifici pubblici e privati da destinare alla locazione a canoni calmierati, l’autocostruzione ed altro.
Hanno partecipato a questo dibattito tra gli altri Elena Gentile,Assessore alla Solidarietà della Regione Puglia, Antonio Oddati coordinatore delle Politiche Sociali della Regione Campania, Gian Camillo Trani di Caritas Campania, Salvatore Loffreda di Coldiretti Cosenza, Anselmo Botte della CGIL Campania e numerosi altri rappresentanti di amministrazioni ed organismi del Terzo Settore.
Ha presieduto i lavori Nadia Caragliano, Dirigente Servizi Gruppi Etnici, Regione Campania e li ha conclusi il dottor Alessandro Lombardi del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali Amministrazione che ha peraltro commissionato l’indagine.
La ricerca è stata realizzata da un Raggruppamento di organismi composto da Alisei coop. soc. (capofila), Cidis Onlus, Cipac, Cles s.r.l, Promidea Soc. coop, e Solco s.rl., nell’ambito degli interventi del Programma Operativo Nazionale “Sicurezza per lo sviluppo del Mezzogiorno d’Italia” 2000/2006, finalizzati a supportare i processi di integrazione nel territorio italiano della popolazione immigrata.

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di Redazione
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