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Se perdo torno in Guatemala a fare il magistrato

Ingroia: "Berlusconi è un disco rotto"

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Ingroia: 'Berlusconi è un disco rotto'
08/01/2013, 17:29

ROMA – “E’ un disco rotto quello di Berlusconi, ripete sempre le stesse cose”. Così Antonio Ingroia candidato premier per la lista “Rivoluzione Civile” ai microfoni di 24 Mattino su Radio 24, ha risposto a Silvio Berlusconi che lo ha definito di “estremissima sinistra”. “Se vogliamo guardare il mio passato giudiziario - ha detto Ingroia - ci sono le sentenze dei processi più discussi che dimostrano che si trattava di processi tutt'altro che politici ma fondati su prove, dalla condanna nei confronti di Contrada, alla condanne nei confronti del senatore Dell'Utri. Credo che parlino da sole. Per Berlusconi Dell’Utri è un galantuomo perseguitato da me? Sì, perseguitato da me e da tanti tribunali d'Italia, corti d'Appello, cioè da tutti quelli che invece lo hanno dichiarato colpevole di rapporti stabili con Cosa nostra. Almeno fino a una certa data - ha concluso Ingroia - è stato riconosciuto colpevole del reato di associazione mafiosa perfino dalla Cassazione”. Poi sul suo futuro post elettorale dice: “Se, facendo gli scongiuri, non dovesse andare bene credo che alle Nazioni Unite e in Guatemala siano pronti a riaccogliermi”. Alla domanda sulla possibilità di tornare a fare il magistrato, Ingroia ha detto: “Riprenderei un incarico legato ovviamente alla mia attività ma certamente fuori dal fuoco della polemica e dell'esposizione politico mediatica dell'Italia. Il magistrato in Italia? Riterrei del tutto inopportuno tornare a farlo subito e riterrei inopportuno tornare a farlo nello stesso ruolo rivestito in passato”. Ingroia si è detto ottimista sulla possibilità di raggiungere il quorum del 4% per entrare in Parlamento: “I primi sondaggi ci hanno fatto schizzare al 4 -5%. Questo mi fa essere molto ottimista. Ma mi fa essere molto ottimista soprattutto l'entusiasmo che percepisco attorno a me, sulla rete, la gente che incontro per strada”. Infine alla domanda se all'Onu non siano arrabbiati per l'incarico lasciato in Guatemala dopo poco tempo, ha risposto: “C’è una eccessiva drammatizzazione, spesso strumentale, in Italia con queste polemiche. La mia decisione e l'opportunità e l'eventualità è stata accolta con grande freddezza senza grandi disperazioni da parte dei vertici delle Nazioni unite, se non altro perché si tratta sempre di incarichi temporanei. Il mio predecessore era un argentino che dopo meno di sei mesi lasciò l'incarico per partecipare alle elezioni in Argentina e oggi è un parlamentare”. Poi Ingroia sulle liste incalza: “Non lo escludo, ci sono stati dei colloqui aperti. Con Favia si è parlato nei giorni scorsi. Ma il fatto che si parli e che ci sia una interlocuzione non significhi che si arrivi alla candidatura”. “Con il Movimento 5 Stelle - ha aggiunto - abbiamo in comune alcune battaglie e quindi è normale che possa esserci un momento di convergenza con chi dentro al movimento non c’è più”. 

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di Valerio Esca
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