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Ma l'ex Pm continua a tenere il piede in due staffe

Ingroia chiude "Rivoluzione Civile", parte "Azione Civile"


Ingroia chiude 'Rivoluzione Civile', parte 'Azione Civile'
02/05/2013, 17:16

ROMA - Una nota congiunta di Antonio Ingroia (Azione Civile), Angelo Bonelli (Verdi), Luigi De Magistris (Movimento Arancione), Oliviero Diliberto (Pdci), Antonio Di Pietro (Idv), Paolo Ferrero (Prc) e Leoluca Orlando (Rete2018) annuncia ufficialmente la fine dell'esperienza di Rivoluzione Civile, dopo il flop delle ultime elezioni. 
A comunicarlo è lo stesso Ingroia, che ha anche annunciato di voler far partire l'esperienza di Azione Civile, un nuovo partito che "non è contro i partiti", ci tiene a specificare il Pm. Il prossimo 22 giugno ci sarà l'assemblea nazionale e intanto è stato attivato il sito per raccogliere i fondi necessari all'iniziativa. 
Ingroia si è attardato anche sulla sua posizione di magistrato, dichiarando che intende ancora stare a cavallo tra il mondo delle toghe e quello della politica: "Per rispetto verso il Tar, che deve ancora decidere sul contenzioso tra me e il Csm e per rispetto alle decisioni che il Consiglio deve ancora prendere, non mi sembrerebbe giusto assumere posizioni nette e chiare oggi!". E poi: "Se resterò in magistratura, è ovvio che dovrò fare un passo indietro rispetto all'attività politica in primo piano. Se sarò destinato alla procura di Aosta e il Tar non mi darà ragione dovrò trarne le conseguenze. Di fatto non sto svolgendo nessuna funzione giudiziaria e, tranne questa conferenza stampa, nessuna attività politica. Con il massimo rispetto dei colleghi di Aosta, ha senso solo se potrò svolgere funzioni in linea con il mio passato professionale .

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di Antonio Rispoli
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