Politica / Politica

Commenta Stampa

"Ti facciamo fare la fine di Falcone e Borsellino"

Ingroia choc: "Recapitata lettera con minacce di morte"

De Magistris: "Nessuno fermerà la nostra Rivoluzione Civile"

Ingroia choc: 'Recapitata lettera con minacce di morte'
20/02/2013, 18:27

ROMA – Questa mattina è stata recapitata presso la sede nazionale del Pdci una busta anonima contenente un messaggio di minacce di morte destinate ad Antonio Ingroia. “Ingroia comunista di merda ritirati o ti facciamo fare la fine di Falcone e Borsellino. 1000 kg di Tnt-T4 sono pronti...” si legge nella lettera. Ne dà notizia Orazio Licandro, coordinatore della segreteria del Pdci, candidato alla Camera con Rivoluzione civile. “Si tratta di un atto di stampo mafioso-fascista, teso a colpire una figura limpida della lotta alla mafia, della legalità e della buona politica come Antonio Ingroia - scrive Licandro - Inoltre questo sistema dell'informazione che oscura e denigra sistematicamente Rivoluzione civile sta contribuendo a creare un clima pericoloso intorno alla lista”. “Solidarietà all'amico Antonio Ingroia per le minacce ricevute. Niente e nessuno potrà fermare la nostra Rivoluzione Civile”. Lo scrive su twitter il sindaco di Napoli Luigi de Magistris.

Ma nonostante le minacce Ingroia ha proseguito il suo tour elettorale: “Il solito paese alla rovescia. Se viene commesso un reato in campagna elettorale, la colpa è di chi lo ha commesso o di chi lo denuncia? Leggo le dichiarazioni di Alfano e prima rido ma poi mi rattristo, perché questo è esattamente il sistema marcio che ci ha governati fino ad oggi. E’ il sistema Berlusconi, quello che stiamo per chiudere, per sempre. Mi auguro che dal prossimo lunedì in Italia venga ripristinato il rispetto delle regole e il rispetto per gli altri”. E’ quanto dichiara il leader di Rivoluzione civile, Antonio Ingroia, che poi in visita in contrada Ulmo, a Niscemi (Caltanissetta) ha incontrato i comitati e le mamme No Muos. “L'Italia deve ripudiare la guerra non solo a parole ma nei fatti. Invece si è dimostrata un Paese impegnato troppo spesso in operazioni militari. Noi vogliamo che l'Italia sia sempre motore di pace non certo di guerra”. Ha invitato poi il presidente degli Stati Uniti Barack Obama a venire a verificare la situazione di persona. Ingroia ha detto di essere “vicino ai cittadini senza diritti e senza potere” che si oppongono al sistema di comunicazioni satellitari della marina militare americana, del quale la Regione ha già revocato le autorizzazioni.

Commenta Stampa
di Valerio Esca
Riproduzione riservata ©