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Siddi, Fnsi: "Pronti alla disobbedienza civile"

Intercettazioni, arriva la fiducia alla Camera


Intercettazioni, arriva la fiducia alla Camera
10/06/2009, 20:06

Con 325 sì, 246 no e 2 astenuti, l’Aula della Camera ha confermato la fiducia al governo sul ddl in materia di intercettazioni. Domani alle 16 nell’Aula della Camera si terrà la votazione finale sul disegno di legge. Oggi saranno discussi gli ordini del giorno del provvedimento, che saranno votati domattina dalle 10. Le dichiarazioni di voto finali avranno inizio alle 15 e saranno trasmesse in diretta tv. Ma la Fnsi annuncia guerra.

Ieri il governo ha posto la fiducia sul maxiemendamento dopo che il presidente della camera, Gianfranco Fini, ha dichiarato ammissibile il testo. Il ddl limita l’autorizzazione per le intercettazioni soltanto in caso di “gravi indizi di colpevolezza” e per una durata massima di 30 giorni, prorogabili fino ad altri trenta, per reati che prevedono pene non inferiori a cinque anni. Pene da uno a tre anni sono invece previste per coloro che pubblicano testi di intercettazioni di cui sia stata ordinata la distruzione; stessa punizione è prevista per coloro che riportano, anche riassumendo, contenuti di comunicazioni che riguardano persone estranee alle indagini. 

Giulia Bongiorno, presidente della commissione Giustizia alla Camera, spiega che “il diritto di cronaca è comunque garantito”, in quanto “è previsto che il segreto cada nel momento in cui difensore e indagato vengano a conoscenza dell’atto giudiziario, che sarà comunque pubblicabile per riassunto e mai attraverso testi integrali di intercettazioni”. In caso di urgenza, quando si ritiene che “dal ritardo possa derivare grave pregiudizio alle indagini”, il pm è inoltre autorizzato a chiedere anche i tabulati telefonici degli indagati.

La Federazione nazionale della stampa italiana è però già sul piede di guerra contro il ddl Alfano, che infligge gravi limitazioni alla libertà e al diritto di informazione. Lo ha annunciato oggi pomeriggio, durante una conferenza stampa indetta presso la sede della Stampa estera, il segretario generale della Fnsi, Franco Siddi. “Non è tanto ai giornalisti che questo ddl toglie qualcosa, - ha precisato Lorenzo Del Boca, presidente dell’Ordine nazionale dei giornalisti, - quanto ai cittadini che vengono privati del diritto di essere informati su fatti rilevanti per la vita del paese. Vista la consistenza delle sanzioni che potrebbero essere commitate agli editori, qualora pubblicassero testi ormai pubblici ma comunque non pubblicabili, proprio gli editori si sentiranno nel diritto e nel dovere di intervenire nella decisione di cosa pubblicare o meno”. “Se la legge sara' approvata - ha annunciato il segretario Siddi, - siamo pronti allo sciopero e alla disobbedienza civile”.

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di Nico Falco
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