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Letta:non sanno governare. Rotondi: fuori chi vota contro

Intercettazioni e caso Brancher, è tensione nel Governo


Intercettazioni e caso Brancher, è tensione nel Governo
04/07/2010, 17:07

ROMA – “Se questo esecutivo non è in grado di governare la palla passi al Colle”. Enrico Letta, vicesegretario del Pd, alimenta le polemiche di queste ore che vedono schierati da una parte i seguaci di Berlusconi e dall’altra io fedelissimi di Fini.  “L'Italia in questo momento di crisi economica ha bisogno di essere governata”, prosegue Letta sottolineando la posizione già espressa da Bersani, che aveva detto “se questa maggioranza non ce la fa, si pensi ad altre ipotesi”.
Benzina sul fuoco, quindi, che il vice continua a cospargere senza sosta ai microfoni di Sky Tg24: 
“Nella maggioranza stanno esplodendo tutte le contraddizioni: dal federalismo, alle intercettazioni, alla difficoltà a gestire la manovra economica con "refusi" sulle pensioni, scontro con gli enti locali e polemiche sulle tredicesime”. Una maggioranza comunque forte, come argomenta egli stesso, ma fatta per vincere e non per governare. Anzi, se la situazione non sarà sbloccata in breve tempo, per Letta servirà l’aiuto del Capo dello Stato, poiché in un paese come l’Italia non è possibile rimanere senza un controllo politico.
Poi, il vicesegretario ha parlato anche del voto previsto giovedì mattina alla Camera sulla mozione di sfiducia nei confronti del ministro Aldo Brancher, per il quale prevede "sorprese, tra assenza e casi di coscienza". "Abbiamo fondate speranze che il voto di giovedì mattina alla Camera sia negativo e Brancher sia costretto alle dimissioni", ha detto. L'esponente democratico ha anche manifestato la sua opinione sull'importanza assunta dal tema delle intercettazioni nell'agenda della maggioranza: "Trovo incredibile e penso che ogni italiano che fa la vita di ogni giorno trovi incredibile che il tema siano le intercettazioni. Ma chi se ne frega delle intercettazioni, è quello che pensa ogni italiano che ha il problema del treno pendolare che non c'è, dei licenziamenti, i problemi sociali che conosciamo. E' paradossale che su quella questione si stia sciupando e rovinando la dialettica politica".
Secca la risposta della destra. Daniele Capezzone, portavoce del Pdl, attacca: “Enrico Letta e il Pd possono mettersi il cuore in pace. Gli italiani hanno scelto un premier, un governo, una maggioranza, un programma. Il resto sono chiacchiere, vecchia politica e giochi di palazzo. Evocare ribaltoni e coinvolgere il Capo dello Stato sono due gravi autogol, che rinverdiscono la tradizione autolesionista del Pd”.  Il ministro per l'Attuazione del programma di Governo, Gianfranco Rotondi, avverte: "Il Pdl non puo' accettare che i suoi parlamentari votino contro un ministro.
  Chi lo fara' passera' tecnicamente all'opposizione". Rotondi non da' pero' per scontato il voto sulla mozione di sfiducia: "Sarebbe l'ipotesi peggiore. Brancher nei prossimi giorni dara' al Parlamento i chiarimenti utili per svelenire il clima".

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di Ornella d'Anna
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