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Il monito di Mijatovic: a rischio giornalismo investigativo

Intercettazioni, l'Osce: l'Italia rinunci o modifichi Ddl


Intercettazioni, l'Osce: l'Italia rinunci o modifichi Ddl
15/06/2010, 20:06

Il ddl sulle intercettazioni è “una legge che potrebbe seriamente ostacolare il giornalismo investigativo in Italia”, secondo Dunja Mijatovic, responsabile dell’Osce per la libertà dei media. Un monito lanciato direttamente dalla sede dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa, che a gran voce oggi ha chiesto all’Italia di rinunciare al disegno di legge sulle intercettazioni o di modificarlo in sintonia con gli standard internazionali sulla libertà di espressione. “I giornalisti devono essere liberi di riferire su tutti i casi di pubblico interesse e devono poter scegliere come condurre una indagine responsabile”, ha spiegato Mijatovic, innescando un tourbillon di polemiche a meno di ventiquattrore dal vertice del Pdl, attraversato da fibrillazioni che rischiano di far aprire una nuova lacerazione nell’Esecutivo in vista della prima discussione, prevista per giovedì alla Camera, della tanto discussa “legge-bavaglio”. Il Pd, da Finocchiaro a Enrico Letta, è “in piena sintonia” con l’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa, attaccando il governo in quanti “espone l’Italia a una umiliazione che potevamo evitarci”. “Ci sono mille motivi per combattere e cercare di cambiare quel testo – chiosa il vice segretario del Pd Letta - e tutto questo rende ancora più avidenti i motivi della nostra battaglia in Parlamento”. Dalla Farnesina invece ritengono “inopportune” le critiche lanciate dal responsabile Osce per la libertà dei media: “Da parte italiana -riferiscono le fonti - attraverso canali diplomatici, è stato fatto notare con fermezza l’inopportunità di tale intervento su una misura legislativa interna il cui iter non è ancora completato, e che rischia di interferire e turbare il dibattito democratico in Parlamento”. Sarcastico invece il commento del presidente dei senatori del Pdl Maurizio Gasparri, il quale invita l’Osce a “presentarsi alle elezioni”: “Quando avranno dei seggi, chiederanno delle modifiche”.
Al di là delle battute delle battute ad effetto, però, resta la spaccatura intestina al Pdl accentuata da Gianfranco Fini, il quale nei giorni scorsi ha frenato sui tempi di approvazione del testo sulle intercettazioni, ed i "berlusconiani" secondo i quali sul provvedimento si è discusso fin troppo. Tant’è che il capogruppo Pdl a Montecitorio, Fabrizio Cicchitto, ha trasmesso ai deputati nella lettera in cui si invita ad una “costante presenza” in Aula a causa dell’“importanza e della delicatezza dei provvedimenti all’esame della Camera, da oggi alla conclusione della sessione estiva, che potrebbe prorogarsi sino alla prima settimana di agosto”. Gianfranco Rotondi avverte: “Se non rispettiamo un punto saliente del programma come la legge sulle intercettazioni, facciamo prima ad andare a casa che a proseguire la legislatura”. Per gli ex An invece si profila “uno scenario di guerra”.

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di Davide Gambardella
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