POLITICA - Parlamento
INTERCETTAZIONI: TROVATA L'INTESA NELLA MAGGIORANZA
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28/01/2009, ore 08:47 -
E' stata trovata l'intesa nella maggioranza sulla legge che modifica la normativa sulle intercettazioni telefoniche nei processi. Intercettazioni che verranno ridotte a zero o quasi. E comunque noi non ne sapremo più nulla. Vediamo perchè:
1) Introdotto il principio degli indizi di colpevolezza. Finora le intercettazioni erano possibili per tutti quei reati superiori - nella pena massima - ai 5 anni, per cui ci fossero gravi indizi di reato. Cioè si doveva avere tra le mani una denuncia o altro, che portasse a sospettare il coinvolgimento dell'intercettato nel reato. Adesso il limite di pena rimane, ma il PM dovrà avere "gravi indizi di colpevolezza". In altri termini, il Pubblico Ministero prima deve avere le prove che colui che vuole intercettare è colpevole; poi può intercettarlo. Ma a quel punto l'intercettazione a che serve? Inoltre è stato disposto un limite per le intercettazioni di 45 giorni, prorogabili per un massimo di altri 15, salvo che per i reati di mafia e terrorismo. Se ai delinquenti piace organizzare le cose nel lungo tempo, sono al riparo delle conseguenze.
2) Budget limitato. CI sarà un limite massimo di spesa per le intercettazioni, fissato Procura per Procura. Se una Procura a settembre finisce i soldi, i criminali sanno di poter parlare liberamente perchè nessuno li intercetterà.
3) Responsabilità penale dei magistrati e dei giornalisti. Il provvedimento prevede anche la responsabilità penale dei magistrati nei casi di fughe di notizie. Il punto è che, per come è impostata la norma, si tratta quasi di una responsabilità oggettiva: cioè nel momento in cui avviene una fuga di notizie, il colpevole è il magistrato, a meno che non riesce a dimostrare che lui non c'entra. Infatti le indagini verranno affidate alla Corte d'Appello vicina, come succede per i processi contro i magistrati. Inoltre sono previste forti sanzioni penali e pecuniarie verso i giornalisti che pubblicheranno stralci delle intercettazioni e verso gli editori dei giornali. Il MInistro della Giustizia Angelino Alfano ha poi detto - bisogna vedere se lo farà - che presenterà un emendamento per eliminare la responsabilità dei giornalisti, mantenendo però quella dell'editore. E questo, in un Paese democratico, si chiama censura.
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