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Sassoli e Finocchiaro: “colpita la libertà di informazione”

Intercettazioni: tutto rinviato a lunedì prossimo


Intercettazioni: tutto rinviato a lunedì prossimo
19/05/2010, 20:05

ROMA – Rinviato alla prossima settimana l'iter parlamentare per le nuove norme sulle intercettazioni.
Cancellata, dunque, la prevista seduta notturna della commissione Giustizia.
A partire da lunedì, però, riprenderanno i lavori in Senato. Dopo l'approvazione, nel corso della giornata, del cosiddetto emendamento “D'Addario” che proibisce le registrazioni e le riprese effettuate senza il consenso dell'interessato (pene fino a quattro anni di carcere per i trasgressori) e la bocciatura, nel pomeriggio, da parte del centrodestra, degli emendamenti delle opposizioni soppressivi delle nuove norme che inaspriscono le pene per giornalisti ed editori,  il sindacato dei giornalisti è già pronto allo sciopero se le norme non saranno cambiate.
Le norme della maggioranza prevedono il carcere fino a due mesi o l'ammenda da due a diecimila euro per il cronista che pubblica integralmente o riassume atti d'indagine prima dell'udienza preliminare, e carcere fino a due mesi in aggiunta all'ammenda da quattro a ventimila euro per chi pubblica intercettazioni prima dell'udienza preliminare. Multe anche per gli editori. Norme, considerati da molti, un “attentato alla libertà di stampa”.
E intanto arrivano i primi commenti sulla questione.
“Le norme votate al Senato sulle intercettazioni -ha fatto sapere in una nota David Sassoli, capodelegazione del Pd al Parlamento europeo- sono un altro duro colpo assestato dal Governo alla democrazia e alla libertà d'informazione. Questo ddl è espressione della volontà di imbavagliare per sempre i giornalisti e di togliere ai cittadini il diritto ad essere informati. Il Governo, sotto mentite spoglie -continua Sassoli- utilizza la menzogna della tutela della privacy per far si che ciò che è per loro scomodo, non venga mai raccontato. Difendere la libertà di stampa, significa difendere la nostra Costituzione -conclude Sassoli- per questo mi farò promotore in Europa di iniziative che consentano al nostro Paese di essere a un livello europeo”.
Della stessa opinione la presidente del gruppo del Pd, Anna Finocchiaro che dichiara: “La maggioranza può dire tutto quello che vuole in difesa del provvedimento come che è utile perché tutela la privacy. Peccato però che nel testo c'è scritto altro. Siamo assolutamente d'accordo che non possono andare sui giornali notizie che sono ancora coperte dal segreto e la cui fuga può depistare le indagini o le può indebolire; notizie che non hanno niente a che fare con il fatto o con gli indagati, o che attengano a sfere della vita degli indagati che non hanno nulla a che vedere con il reato compito. Il Partito Democratico -continua la Finocchiaro- già all'inizio della legislatura aveva presentato un testo che teneva conto di questi aspetti. Ma la verità e' un'altra: il testo che sta approvando la maggioranza, colpisce la libertà di informazione e i diritti dei cittadini. Lo strumento delle intercettazioni telefoniche viene fortemente limitato, sui giornali non apparirà nulla degli atti d'indagine, neanche per cenno, neanche per contenuto o per riassunto fino all'udienza preliminare. Questo significa che per molti processi importanti, i cittadini non sapranno assolutamente nulla. Inoltre, le pene previste per gli editori e i giornalisti, penalizzano gravemente il diritto all'informazione. Credo - ha concluso la presidente del gruppo del Pd - che i cittadini debbano riflettere sul valore del potere di conoscenza, di valutazione e di critica su come, ad esempio, viene usato il pubblico potere e su come vengono gestite le risorse pubbliche”.

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di Elisa Scarfogliero
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