Politica / Parlamento

Commenta Stampa

INTERCETTAZIONI: VENERDI' IL DECRETO AL VAGLIO DEL CDM


INTERCETTAZIONI: VENERDI' IL DECRETO AL VAGLIO DEL CDM
11/06/2008, 17:06

Prosegue lo scontro sull'annosa questione delle intercettazioni, per la quale anche il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha manifestato la propria preoccupazione, accompagnata dall'auspicio che si possa giungere presto ad una soluzione condivisa. Sabato scorso, durante l'incontro con i magistrati di Catania, il ministro della Giustizia Angelino Alfano ha evidenziato l'esigenza di ridurre la mole delle intercettazioni che allo stato attuale assorbono circa il 33% del totale delle spese del comparto Giustizia, superando ampiamente la soglia dei 200 milioni di euro. Sempre nello stesso giorno, anche il premier Berlusconi, dal convegno dei giovani imprenditori di Santa Maria Ligure, dichiarava prioritario l'intento di limitare le intercettazioni ai casi in cui risultino coinvolti la criminalità organizzata e il terrorismo, prevedendo pene fino a 5 anni per i trasgressori. Il governo ha dunque palesato di voler regolamentare la complessa materia delle intercettazioni: a tal fine venerdì prossimo sarà presentato al Consiglio dei ministri il decreto legge in materia. Ciò che mina alla base una pacifica risoluzione della questione è l'esigenza, difficile da soddisfare, di conciliare il diritto alla riservatezza dei cittadini con l'utilizzo delle intercettazioni per facilitare le indagini degli inquirenti. E' pur vero tuttavia che oggi si fa un abuso di tale strumento, che minaccia di tradursi in una ricerca ossessiva di fatti che possano ritenersi reati - e ciò vale soprattutto quando ci si accanisce sulla vita privata di personaggi che hanno un ruolo pubblico come Berlusconi, Fassino, Mastella, Moggi, D'Alema - anche quando questi non sussistono, e in questi casi le migliaia di intercettazioni effettuate si rivelando utili ai soli fini del gossip. Riguardo alla proposta di legge volta a limitare l'utilizzo delle intercettazioni, perplessità sono state avanzate dai giornalisti, che temono una limitazione della libertà di stampa, e da settori politici e giudiziari per il venire meno di una potente arma nelle mani della magistratura inquirente. Per avallare l'utilità di questo mezzo di indagine, si è citato il recente scandalo della "clinica degli orrori" di Milano, scoperta proprio grazie alle intercettazioni. "Credo che sia diventata attuale anche con un suo grado di urgenza" - ha detto, senza anticipare alcun giudizio, il Capo dello Stato Giorgio Napolitano, cui spetterà l'ultima parola sulle proposte del Parlamento. Sulla stretta annunciata dal governo, intanto, il leader dell'Idv Antonio Di Pietro si è lasciato andare ad un commento senza censure: "Perché tutta questa urgenza? E' evidente - risponde l'ex PM di "Mani Pulite" - perché c'è qualche indagine o qualche intercettazione da fermare prima che sia troppo tardi".

Commenta Stampa
di Francesca Pellino
Riproduzione riservata ©