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Si apre un caso in Noi Sud sull’idea di un nuovo gruppo

Ir: lo scontro è aperto. Belcastro e Iannaccone i dissidenti


Ir: lo scontro è aperto. Belcastro e Iannaccone i dissidenti
20/05/2011, 13:05

ROMA – Tra i Responsabili lo scontro è aperto. La decisione annunciata ieri da Elio Belcastro di lasciare la “terza gamba del governo” per dare vita ad una nuova forza politica del Sud crea scompiglio e soprattutto sembra non trovare conferme interne a quella parte di Noi Sud non intenzionata a creare scissioni ed ulteriori rimpasti. Eppure Belcastro ne sembra più che convinto e torna a ribadirlo: il “percorso” è in moto e l’approdo è dare una rappresentanza delle forze politiche che intendono dare voce al Sud. Lo stesso Elio Belcastro come anche Arturo Iannaccone sono ufficialmente con le valigie in mano sulla soglia del gruppo dei Responsabili, mentre mettono nel mirino il capogruppo di Ir, Luciano Sardelli, per la sua gestione “folcloristica” e il sottosegretario agli Esteri, Vincenzo Scotti, perché “ancora vicino ai poteri forti cui è stato costretto in passato ad essere legato” e perché ha un incarico di prestigio “senza avere un voto né alcun interesse per il nostro progetto”. Allora usciranno dal gruppo? “Ci sono tappe da fare – spiega Iannaccone – prima di poter dare vita a gruppi autonomi per il Sud”.
Ciò che si sta verificando nel ventre di Iniziativa Responsabile è una vera e propria crisi, accompagnata da dichiarazioni contrastanti tra di loro, ed è soprattutto in Noi Sud che si è aperto il caso. “Siamo nati per sostenere il governo e per dimostrare la nostra responsabilità - osserva Sardelli, capogruppo Ir - ora non è il momento di pensare a scissioni o a rimpasti. Dobbiamo restare compatti. Decisioni come quella di dar vita a un partito del Sud vanno prese tutti insieme. Non possono essere scelte individuali prese da un momento all’altro senza informare nessuno”. Immediata è la replica di Belcastro: “Non è vero che non ne abbiamo mai parlato. Quello di dar vita a un partito del Sud è sempre stato il nostro vero progetto”. E siccome la fase “di emergenza” cominciata il 14 dicembre “è finita - ribatte - noi vogliamo tornare a far politica per il Mezzogiorno”. “La verità - aggiunge Scotti - è che Belcastro e Arturo Iannaccone sono soli in questa iniziativa” e se Belcastro ci tiene davvero tanto ad andar via se ne andasse pure, nessuno lo trattiene”. I due dissidenti, intanto sono fermi nella decisione di discutere di tale progetto con il resto di Noi Sud e lo faranno, assicurano nell’ufficio politico che verrà convocato nei prossimi giorni. I due, inoltre, negano di volere posti da sottosegretari e negano di aver preso questa decisione perché “trascurati” da Berlusconi nell’ultimo rimpasto di governo. Semplicemente, ribadisce Belcastro, vogliamo tornare a far politica, ad occuparci dei problemi del Sud. Sosterremo il governo, assicurano, dando vita alla sua “quarta gamba”. Il clima tra i Responsabili, lo si voglia ammettere o no, è più che mai infuocato. “È vero - ammette Sardelli - si sta consumando una rottura, ma proprio ora che Berlusconi e Bossi affermano che vogliono proseguire con il progetto dei Responsabili, non mi sembra il momento per mollare tutto”.

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di Antonio Formisano
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