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Il presidente del Cnt a Roma incontra Mario Monti

Italia-Libia, “amicizia” ritrovata: si riparte dal vecchio Trattato

Sbloccato l’accordo tra Roma e Tripoli

Italia-Libia, “amicizia” ritrovata: si riparte dal vecchio Trattato
15/12/2011, 18:12

ROMA - Riparte la collaborazione tra Italia e Libia. I due Paesi riprendono a cooperare partendo proprio dal vecchio Trattato di amicizia, firmato nel 2008 a Bengasi e congelato durante il conflitto libico che ha portato alla caduta del regime di Muammar Gheddafi. La ripresa della collaborazione tra Roma e Tripoli è stata annunciata dal presidente del Consiglio italiano, Mario Monti, e il presidente del Consiglio Nazionale Transitorio libico, Mustafa Abdel Jalil. Le due autorità, infatti, si sono incontrate a palazzo Chigi, per un incontro durato circa due ore. “Con Jalil abbiamo deciso di riattivare il Trattato di amicizia, la cui applicazione era stata sospesa”, ha comunicato Monti: a fargli eco il presidente Jalil, secondo il quale la riattivazione del protocollo “è nell’interesse dei due Paesi”.
Il tanto contestato accordo che vede protagoniste l’Italia e la Libia, sul quale tanto il Cnt quanto diverse autorità del governo italiano hanno espresso nei mesi passati diversi dubbi, garantirebbe la cooperazione nella lotta contro l’immigrazione clandestina, assicurando maggiori controlli lungo le coste libiche, e una serie di investimenti italiani in Libia. Prevede anche un risarcimento economico alla Libia per l’epoca coloniale pari a 4 miliardi di euro in 25 anni, in cambio di un’attenzione alle aziende italiane nelle commesse pubbliche.
Nella sua visita italiana, il leader del Cnt è stato ricevuto anche al Quirinale dal presidente Giorgio Napolitano e a Montecitorio dal presidente della Camera Gianfranco Fini. Ma è il premier Mario Monti che ha voluto rendere pubblico l’esito positivo del faccia a faccia. “La Libia con il presidente Jalil sta coronando le sue aspirazioni alla libertà e alla democrazia”, ha affermato il Professore, che a metà gennaio si recherà in visita a Tripoli. Il premier ha voluto anche assicurare che l’Italia sarà in prima linea nella ricostruzione della “nuova Libia” ed è pronta a dare assistenza nei settori strategici, dalla sicurezza all’energia alle infrastrutture.

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di Antonio Formisano
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