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Napolitano: “Nessun intervento, promulgherò dopo esame"

Italicum, voto atteso per lunedì. Il Colle: “Serve adeguato consenso”


Italicum, voto atteso per lunedì. Il Colle: “Serve adeguato consenso”
06/03/2014, 17:30

L’esame della riforma della legge elettorale alla Camera andrà avanti ancora per un po’ mentre venerdì l’Aula non si riunirà per consentire lo svolgimento del congresso di Fratelli d’Italia. Una decisione, questa, presa nel corso della Conferenza dei Capigruppo contro il parere del partito democratico. Renzi, infatti, mercoledì aveva affermato di "voler chiudere il capitolo entro la settimana". A questo punto, dunque, bisognerà attendere lunedì per la decisione finale sull’Italicum.

Mentre a Montecitorio è in corso il dibattito, a prender la parola sull’Italicum è il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano. "Essendosi finalmente messo in moto un iter di revisione di detta legge - si legge in una nota del Quirinale - il presidente della Repubblica non può che auspicarne la conclusione positiva su basi di adeguato consenso parlamentare, non avendo altro ruolo da svolgere che quello della promulgazione - previo attento esame - del testo definitivamente approvato dalle Camere". "Fin dalla prima sentenza (2008) in cui la Corte Costituzionale sollevò dubbi sulla legittimità costituzionale della legge elettorale del 2005 - si legge in una nota diffusa dal Quirinale - il Capo dello Stato sollecitò doverosamente le forze parlamentari a procedere a una revisione e ricevette risposte largamente affermative, che non si sono però tradotte in decisioni legislative fino alla decisiva pronuncia della Consulta che con la sentenza n. 1 del 2014 ha annullato alcune fondamentali disposizioni della legge elettorale rimasta vigente".

Intanto, circa 50 senatori e senatrice democratiche hanno diffuso una nota in cui sottolineando – a pochi giorni dalla festa dell’8 marzo - il rischio che la festa delle donne "rimanga un appuntamento con la memoria vuoto e retorico perché il tema della pari rappresentanza di genere nelle liste è stato accantonato, pur essendo oggetto di numerosi emendamenti trasversali".

"Un accordo deve essere trovato! E' inaccettabile che una questione che riguarda da vicino la democrazia nel nostro Paese venga ritenuta marginale dal Parlamento 'più femminile' della storia d'Italia", dicono i democratici.

E ancora: "Sarebbe paradossale che misure per un'equa rappresentanza di genere tra gli eletti fossero contenute nelle leggi elettorali delle assemblee elettive a tutti i livelli di governo, tranne che nella normativa più importante, quella per l'elezione della Camera dei deputati. Tanto più che dalla prossima legislatura essa sarà probabilmente l'unico ramo elettivo del Parlamento".

"E' per questo - proseguono i senatori Pd - che chiediamo a tutti di affrontare con urgenza il tema: su una questione così importante per il futuro del Paese non possiamo permetterci arretramenti rispetto al percorso di qualificazione della rappresentanza raggiunto negli ultimi anni con il concorso di tutte le forze politiche. Sarebbe inaccettabile se la nuova legge elettorale penalizzasse le donne, cioè la maggioranza del Paese; una mancanza così grave qualificherebbe la tanto attesa riforma come inadeguata e non europea".

Sulla questione interviene anche la presidente della Camera, Laura Boldrini che afferma di essere "per la completa parità di genere, anche nell'accesso alle cariche pubbliche". Per questo "ho incontrato un gruppo di deputate, appartenenti a diversi gruppi politici, che mi hanno espresso la loro preoccupazione in merito alla rappresentanza femminile nella legge elettorale".

"Abbiamo due articoli della Costituzione, il 3 (sull'uguaglianza) e il 51 (sulla promozione delle pari opportunità), che ci spingono in questa direzione. E la metà della nostra popolazione è costituita da donne,  dichiara la Boldrini. La nuova legge elettorale deve tenere conto di questo e faccio appello a tutte le forze politiche, a deputati e deputate, perché prevalga il senso di responsabilità e le richieste avanzate in questo senso vengano prese in considerazione".

 

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di Erika Noschese
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